Metto qui un pezzo che uscirà domani 4 gennaio sul corriere del mezzogiorno. Quando comincio un discorso cerco di portarlo avanti e mi piace farlo anche senza vezzi letterari. So che in fondo è penoso dover ricordare certe cose, bisognerebbe parlare di ben altro (e io penso di farlo) ma abbiamo una regione sommersa di immondizia e abbiamo questi politici. Si può discutere sulle forme, ma un ritorno alla politica mi pare importante. Nei prossimi giorni mi piacerebbe che cominciassimo a ragionare intorno al tema del paesaggio. In fondo è stato il tema con cui abbiamo avviato la comunità. __ f.a. 3.1.2008
Stipendi e rifiuti
Il recente “rifiuto” dei consiglieri regionali di ridurre il proprio stipendio del dieci per cento è molto grave di fronte alla ormai macabra situazione dei “rifiuti”. Mettiamo anche che i politici campani siano bravissimi a risolvere ogni genere di problema, ma il fatto che da anni ci sia un commissario straordinario che si occupa dell’immondizia vuole dire che si tratta di politici destituiti di almeno una parte della loro funzione e quindi sarebbe logica la riduzione dello stipendio.
Qui non c’entra niente l’antipolitica e non c’entrano niente i discorsi sulla vecchia e la nuova politica. È una questione di giustizia. Un operaio viene pagato per le ore di lavoro effettivamente svolte. Nelle fabbriche bisogna recuperare anche un ritardo di cinque minuti. Non si capisce perché i politici debbano impunemente essere liberi di fare danno: basti pensare al fatto che senza rifiuti Napoli sarebbe piena di turisti. A questo punto qualcuno dirà che l’arma per far pagare il conto è in mano ai cittadini e si chiama voto. È un’obiezione fondata solo in parte. Sappiamo bene che con i meccanismi attuali non siamo noi a scegliere i nostri rappresentanti nelle istituzioni, ma si tratta semplicemente di confermare scelte fatte da altri.
Prima di discutere su come risolvere i problemi di una società, i diversi partiti hanno il dovere di avere le carte a posto. E siccome il pd, cioè il partito che governa quasi tutto in Campania, sta costruendo in questi giorni le sue carte, sarebbe opportuno che ci fossero scelte nette e di minima decenza.
Se la riduzione dello stipendio è un gesto di rispetto nei confronti dell’intera società che si pretende di governare, scrivere una norma che impegna gli eletti a versare una quota significativa al partito è un gesto di rispetto nei confronti della politica che si pretende di rappresentare. In questo campo si può procedere anche in maniera unilaterale, non c’è bisogno di tavoli e convergenze istituzionali.
Senza la riduzione degli scandalosi costi della politica è come assistere a un incontro di pugilato in cui i contendenti sono imbottiti di cocaina. La colluttazione è singolare: non si fanno male quelli che fingono di combattere ma i cittadini che assistono allo spettacolo.
5 gennaio 2008
stipendi e rifiuti
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22 dicembre 2007
c'era una volta la politica...
C’era una volta la politica…….oggi c’è la comunità provvisoria, sull’argomento negli ultimi anni si sono scritti fiumi di parole ma nessuno a mia opinione finora si è sforzato di costruire una riflessione vera sui motivi della crisi della politica. Credo che il limite di ciò sia rappresentato dall’approccio che continuiamo ad avere. Semplice, pura “competizione” tra le parti. Schierarsi, criticare, commentare, quando sappiamo tutti che forse la cosa migliore sarebbe collaborare, condividere le diversità, riscrivere i significati ed i ruoli, non partendo più dal vecchio, anzi “uccidendo” (metaforicamente parlando) il vecchio. Se il problema quindi è “non partire dal vecchio dalla storia” da quello che è stato e che ci ha fatto giungere alla situazione attuale, come si fa? / Il primo problema è come aver a che fare con “cittadini non anonimi” che hanno paura di parlare, e che si sentono liberi di dire la loro? / Caro Antonio, io non mi scandalizzerei per chi oggi ha paura di esprimersi, anzi farei di tutto per dargli coraggio ad uscire da questa condizione di “anonimato” semplicemente “accogliendolo” nella nostra “comunità provvisoria” se no che “comunità provvisoria è?”. / Semmai mi preoccuperei di capire perché ancora qui tra di noi c’è qualcuno che ha paura! E, lo dico come persona. / Ecco la prima preoccupazione come aderente alla questa comunità provvisoria dovrebbe essere quella di capire il perché e cosa si nasconde dietro questa paura e quindi bisogno di anonimato. A chi si sente già politico direi che l’esclusione non può vivere nella nostra comunità provvisoria in quanto il diritto di cittadinanza nella nostra comunità c’è lo dà semplicemente il fatto di esistere come persona al di la del nome. / Carissimo Antonio è pura illusione che cancellando i loro messaggi dal blog costruisci più democrazia. E’ vero il contrario oggi può parlare solo chi ha i soldi e non ha paura di beccarsi una querela per diffamazione a mezzo stampa? / Perché secondo te ultimamente si voleva far passare la cosiddetta “Legge Mastella” per tappare la bocca ai blog? Per evitare semplicemente che ci fossero altri strumenti di democrazia e di confronto aperti. Dopo che sono state chiusi i vecchi luoghi di confronto che si chiamavano sezioni di partito o altro oggi sempre più addomesticate ai bisogni dei capi. / Il compito che abbiamo noi come “Comunità Provvisoria” è proprio il contrario di quello che tu proponi di fare “cancellare gli anonimi”. Bisogna invece aiutarli ad uscire fuori dall’anonimato. Dargli coraggio di parlare. Fargli sentire la comunità vicina. Posso essere anche in disaccordo con te ma uno dei principi su cui la nostra comunità si dovrebbe basare è che difenderò sempre è comunque il tuo diritto ad esprimerti anche se fosse “anonimo”. / Se non che comunità provvisoria è al di la delle scelte di ognuno criticabile o no di aderire ad un partito politico dopo aver liberato la mosca ? Peccato pensavo si fosse trasformata in uccellino. / Ecco, credo che il primo sforzo che dobbiamo fare tutti noi come partecipanti, e lo leggo già in molti interventi in questo blog, è quello di non schierarci ma superare il concetto dello schieramento. Di provare a dare un nuovo significato e valore alla polis. Lo stare insieme con tutte le nostre diversità. Rispettandole, avendo coscienza che questi atteggiamenti sbagliati finora ci hanno portato a ciò, e quindi bisogna superarli: riscrivendo valori e contenuti della stessa politica. In proposito ho già scritto in passato alcune riflessioni su http://www.giordivite.it/ / Ecco per questo credo che oggi conti molto di più un’esperienza come la vostra (oggi posso dire), come la nostra, che quella di aderire ad un partito politico. In questa mia affermazione non c’è assolutamente una critica a Franco Arminio, che d’altronde conosco poco e credo che in tutta libertà possa fare quello che meglio gli aggrada, ma semplicemente una mia personale opinione sul fatto che oggi questa modalità di far politica è vecchia e non si ricostruisce niente sul vecchio. / Qual è l’alternativa? Beh! Non è una ricetta magica, ne tanto un ritorno al passato di queste esperienze di comunità (new age) ma semplicemente la consapevolezza profonda mia che il XXI secolo o sarà “spirituale” (non nel senso strettamente religioso del termine) o non sarà! / Sono sempre più convinto oggi a 53 anni con tre figli , un cane Fiocco , ed un Clown Nanosecondo che c’è bisogno di realizzare “famiglie allargate”. / L’idea che ho già proposto ad alcuni amici della comunità e che qui pubblicizzo a tutti è una sperimentazione. Un progetto di vita che già sto coltivando con alcuni amici in Umbria e che si chiama La Terra del Sorriso http://www.riderepervivere.it/ e che credo si possa realizzare anche in Campania, realizzando anche una rete solidale. Una comunità nella quale oltre che abitare, si lavora, si produca cultura, si prendano in cure le persone con disagio sociale, si impari a sorridere alla vita. / E’ una “Comunità Provvisoria del Sorriso”. Dove il sapere è messo a disposizione senza potere. Dove si sperimentano le basi di una nuova democrazia che fonda le sue radici sulla condivisione “dei dolori, delle paure e degli amori”. / Un progetto che ho già inviato all’attenzione di Antonio Romano, Angelo Verderosa ed al mio carissimo amico di vecchia data Miereco Michele Ciasulli. E’ una comunità che si prende in cura delle persone, a partire da ognuno di noi. E’, una comunità nella quale si sperimenta lo stare insieme. E’, una comunità solidale che si propone di vivere in equilibrio con la natura e con le persone. Lo so, pensate che sia difficile, ma credo che sia l’unica cosa che possiamo fare oggi per lasciare il mondo un tantino migliore di come lo abbiamo trovato. E’ un seme ma è il piccolo che contiene il grande e l’infinitamente immenso. / Vi propongo di approfondire l’argomento e per questo possiamo fare un’incontro a fine gennaio 2008. Chi ben inizia è alla metà dell’opera. / Tante angurie a tutti voi. nanosecondo
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21 dicembre 2007
tra paesologia e politica
Sono contento di entrare a far parte dell'esecutivo provinciale del PD. Più che a un partito, ancora tutto da costruire, ho risposto a una persona. Mi pare un bel gesto nei miei confronti, ma anche un gesto di apertura verso quella che di solito viene definita "società civile". Ciò che posso fare è lavorare senza riserve e pregiudizi, ma anche senza ansie di compiacimento. Non ho altro da dire, non ho intenzione di trasformarmi in una macchina oratoria: la vita pubblica è già tutta
costituita di voci effimere che ogni giorno si sparpagliano in aria.
Adesso mi pare opportuno comporre questo intervento utilizzando un testo "letterario" di qualche anno fa. Lo avevo intitolato "manifesto per la nuova politica".
La nuova politica nasce e muore ogni giorno, è fatta di incontri tra persone che si guardano negli occhi e che guardano i luoghi in cui vivono. / La nuova politica è il modo di mettere gli uomini a proprio agio nei loro luoghi e con le persone che ci vivono. Bisogna mettersi bene nel pezzetto di mondo in cui viviamo, respirare docilmente, obiettare serenamente. / La nuova politica è una casa che ci aspetta, è un parlare di grandezze e di inezie, ma senza arroganza, stendendo i
pensieri in modo che aderiscano davvero alle cose che si vogliono rappresentare. / La nuova politica è una sobria lietezza, mai pronunciata fino in fondo, ma fatta trapelare in ogni discorso. La lietezza di stare con gli altri senza piegarli con la nostra vanità, la lietezza di andare dietro il paesaggio, misurarne con calma le luci e le ombre. Non c'è bisogno di alcun giudizio preordinato. Le cose si riveleranno per quello che sono. A volte bastano due o tre persone che decidono di seguire la storia di una casa o di un ponte, di una piazza o di un anziano, la storia di un paese o di un albero. Il mondo non ha bisogno di essere rettificato e di esser posto su strade non sue. Questa è solo un'isteria, un'arroganza di chi si comporta con il mondo come un adulto verso un bambino. In realtà, il mondo è più grande di noi e più incomprensibile. Da qui parte bisogna partire, e il cammino non si definisce con grandi proclami e formule che devono andar bene per tutti. / La nuova politica ha bisogno di individui che camminano, che girano per i loro luoghi senza stancarsi. Esseri curiosi e ventilati. Esseri che non cercano di incollarti alle loro idee o di spingerti nei loro inferni. / La nuova politica è un ritrovarsi senza illusioni, ma finemente protesi a proteggere la luce e il calore di ogni essere. / La nuova politica è intrecciata alla vita di ognuno e ne costituisce un sostegno, una cornice. / La nuova politica non è una maschera, né una
protesi dell'esistenza civile, ma è un andare incontro agli altri, con le nostre paure, con il pochissimo che sappiamo e il molto che ignoriamo. Anche così si possono fare i sindaci e i governi, si possono togliere al mondo molte delle leggi che inutilmente gli abbiamo imposto, si possono intrecciare le leggi della convivenza e quelle della solitudine. / La nuova politica ci dice che dobbiamo aver cura di sporgerci fuori dalle nostre case e di guardare la vita da finestre più
alte. Più vicini al celeste e più capaci di vedere cosa c'è in basso. __ franco arminio
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19 dicembre 2007
esperimento
caro provvisori d'irpinia
ho deciso di accettare l'invito a far parte dell'esecutivo provinciale del pd. mi pare un esperimento che a questo punto vada fatto. non aderisco a un progetto di altri, continuo semplicemente il mio lavoro paesologico affacciandomi a un'altra finestra. la gente che sta nei
partiti mi interessa come i lampioni, come i vecchi sulle panchine, come i cani che attraversano la strada. qualunque sia il luogo che ci capita di visitare, l'importante è sapere che ormai tutto è frontiera, margine lacerato. non ci sono case dove trovare riparo, i nostri sono passi provvisori e solitari. io sto qui e altrove e se non sono qui non starò neppure altrove. ___ f.a
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18 dicembre 2007
cronache dal futuro
In occasione della visita di Sua Eccellenza il Ministro delle Varie ed Eventuali, il Sindaco e tutta la Giunta Comunale di Nocciolino sono lieti di invitare la cittadinanza all'inaugurazione del Monumento all'Eroe Ignoto. Sabato, h. 12, Piazza dei Saperi. Con tali alate e paterne parole s'esortava a partecipare, da tutti i muri della città, i bravi e laboriosi cittadini di Nocciolino
all'ultima levata d'ingegno della Gloriosa Municipalità, sicura dell'ordinato afflusso a cotanto evento. Esso fu preceduto e annunciato da una settimana di instancabile operosità, a cui
collaborarono numerose squadre di volontari, guidati dal Volontario Caporal Maggiore, Edgardo Staffile, erede di una locale casata di palazzinari, possessori di un titolo nobiliare concesso da uno degli ultimi regimi. Fu innanzitutto creata, grazie all'inventiva di cui gli Irpini vanno famosi nel mondo, una serie di tratturi percorribili a piedi e su ruote attraverso la Montagna del Pattume, con frequenti e decorose piazzole di sosta, da cui sporgersi per ammirare le scorie che, senza soluzione di continuità, congiungevano ormai, in un paesaggio uniforme e indistinto, le cinque province della Regione, fraternamente unite sotto l'unico protettorato di Cammorrino VI, erede
naturale dei governatori che si erano succeduti, per cooptazione, negli ultimi decenni del secolo.
Con l'indispensabile forza motrice del compattatore a buoi, centinaia di ecoballe (molte prestate dal Museo Provinciale) furono sistemate, a mo' di sedili, lungo il percorso, affinché anche i comuni cittadini, liberati per quell'occasione dalle loro dimore, rese inaccessibili dalle pareti di rifiuti accumulatisi durante gli anni, potessero godere della vista dei loro Illuminati Governanti, pur attraverso le maschere antigas che, ad ogni buon conto, erano fornite dalla Protezione Civile per qualsivoglia sortita all'esterno, con un'autonomia di respiro non superiore alle due ore. Per l'Augusta Visita fu deciso di prolungare la dotazione d'ossigeno a quattro ore, affinché le masse plaudenti assicurassero un pubblico abbondante e stabile. Ma a che pro dilungarci nella descrizione dei meritori sforzi messi in opera dalla Gloriosa Amministrazione per inaugurare, in maniera degna della storia della Città, il Monumento all'Eroe Ignoto? A perenne memoria, la fausta giornata fu messa in versi dal Poeta Laureato Municipale e riprodotta in fogli volanti distribuiti alla popolazione attraverso le condotte pneumatiche che portavano cibo e forniture
attraverso le finestre più alte delle case. Basti dire che Sua Eccellenza il Ministro delle Varie ed Eventuali lesse un discorso di elogi incondizionati all'Amministrazione, vero modello per quell'Eroe Ignoto, in polistirolo, plastica e materiale da riporto, le cui sembianze, come sottovoce osò sussurrare qualcuno, curiosamente ricordavano il Sindaco di Nocciolino. Carla Perugini
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18 ottobre 2007
i nemici del sud sono i piccolo-borghesi
La vera sfida che dovrebbe impegnare il nascente Partito Democratico e, ci permettiamo di dire, anche gli altri processi politici federativi e "innovativi", è sicuramente la sfida del superamento degli attuali blocchi sociali. Il sud, a differenza di quello che si dice, non è in questo momento storico dilaniato dalla contrapposizione tra istanze moderniste e istanze conservative; o, ancora, tra l’impoverimento crescente di alcune classi sociali e l’arricchimento di altre. _Questi sono sicuramente problemi importanti, ma non sono il problema principale. Il vero problema è il trionfo e il radicamento, purtroppo trasversale, della mentalità piccolo-borghese di ascendenza televisiva. Siamo ormai tutti consapevoli che le teorie di Franco Cassano possono benissimo convivere con un riformismo pragmatico che ha nella modernizzazione il suo scopo principale. E questo, in qualche modo, chiude vecchie discussioni ideologiche che ormai non portano da nessuna parte. _La nuova sfida, invece, è molto più complessa, e riguarda lo smembramento e il superamento del blocco piccolo-borghese che sta impoverendo la nostra società meridionale. Viviamo in una comunità in cui trionfa un moralismo senza morale, una evidente discriminazione nei confronti delle sessualità non ortodosse, una mentalità che porta a curare ossessivamente la propria casa a discapito della "casa" pubblica. Tutto, per la piccola-borghesia, è piccolo: piccoli gli orizzonti, piccole le ambizioni, piccole le faccende con cui si passa il tempo. Il tutto è accompagnato dal rumore di fondo della programmazione televisiva. _Nessuna politica potrà davvero imporsi se poi, dopo la riunione, ognuno torna a casa ad accucciarsi nelle proprie piccole sicurezze "pantofolaie". Una grande politica dovrebbe fondarsi su temi estremi come l’amicizia, l’amore, la morte. E, sia detto a chiare lettere, la morte (la tanto rimossa e temuta morte) è sempre il motore dei grandi sentimenti, finanche dell’amore. Forse è anche arrivato il momento di ridimensionare la politica diffusa del "particulare", dei piccoli problemi, dei piccoli interessi, delle piccole manutenzioni quotidiane: la tirannia, cioè, della "concretezza". Cosa, in fondo, ci fa orrore di questo nostro sud? Ci fa orrore il disprezzo che la maggioranza ha per le tante diversità, per i grandi desideri, per i grandi sogni, per le grandi narrazioni. Ci fa male vedere le ragazze con le braccia incrociate, ci fa male vedere i bambini già disincantati, ci fa male questa contrazione generale dei sentimenti. Non cambierà il sud con una legge in più o con una legge in meno. Il sud cambierà se saprà amare i bizzarri, gli inventori, gli estrosi, i poeti, gli affamati di amore. Se saprà valorizzare, cioè, tutto il contrario del rischio calcolato della piccola-borghesia. Oltretutto la piccola-borghesia ha il vizio di creare blocchi sociali, e questo significa controllo "familistico" delle opportunità, e ovviamente selezione interessata e censoria dei movimenti sociali meno controllabili. _Il partito democratico vincerà sicuramente la sfida del riformismo, cioè di una politica che guarda le facce e i problemi veri del proprio tempo al di là delle facili rassicurazioni "resistenziali", delle ideologie e dei moralismi. Però adesso la sfida più grande è smembrare il blocco sociale piccolo-borghese. È una "liberazione" ancora più grande della liberazione dalle ideologie. _Vorremmo finalmente vivere in un sud plurale, fatto di famiglie eterodosse, abitato da omosessuali non costretti a nascondersi, tutto percorso da persone finalmente libere di vivere la propria piccola grandezza, il proprio desiderio di amare, di sognare, di rompere gli schemi del perbenismo. I giovani, i migliori giovani del sud, non chiedono la villetta, il posto fisso e un matrimonio rassicurante. I migliori giovani del sud chiedono libertà, intelligenza, vitalità, calore. Compito del partito democratico, cioè del principale fenomeno politico riformista degli ultimi anni, è aggredire coraggiosamente la piccola-borghesia, rompere vecchi schemi conservativi, liberare energie e, soprattutto, impedire i moralismi, da qualsiasi parte essi provengano. _Franco Arminio + Andrea Di Consoli
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5 ottobre 2007
PD ad Avellino, video con musiche di Morricone
da F.f. : " se vi va, seguite questo video del 4.10.07 su "La 7" ... Vi è anche un mio intervento" __ ndr : il video è montato su musiche di Morricone; da non perdere le mini-interviste ai partecipanti e i pistoleros con i sigari; ... è la nostra provincia per accedere ai servizi sul PD de La7 http://www.la7.it/approfondimento/dettaglio.asp?prop=primarie&video=4304 per vedere direttamente il video cliccare sull'immagine seguente
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