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26 novembre 2007

le prime foto del council a rocca

http://www.flickr.com/photos/verderosa/sets/72157603301700845/

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sul council di rocca

Grazie per l'esperienza del council che abbiamo creato sabato sera da parte mia e del mio fraterno amico Sidney. Parlare con il cuore può risultare a volte difficile, specialmente quando da tempo ci hanno fatto perdere il senso di questa cosa. Ci hanno abituato ad apparire, ad essere pragmatici, competitivi, efficienti ed efficaci perdendo la nostra essenza di esseri unici e divini. Il rito, la sacralità del cerchio del council è in ognuno di noi se riusciamo a parlare con il cuore. Le parole possono essere finestre oppure muri ed a volte, consapevoli di questo, utilizziamo più il mentale che il cuore. Che cosa è parlare con il cuore se non amore fondamentalmente verso noi stessi, superando ogni paura: la vergogna , la rabbia, l'invidia, la morale, il risentimento, la protervia. La verità non esiste. Esistono le verità. La verità di ognuno di noi che si confronta con l'altro. La verità che a volte abbiamo paura di amarci perchè non ci conosciamo davvero. Ecco il senso della poesia che avete appena letto. Voglio sapere chi sei. Lo voglio sapere adesso. Al di la delle maschere che siamo costretti ad indossare tutti i giorni. C'è bisogno di sapere chi siamo per trovare un sogno comune che è già in atto. "Ritornare a creare" una comunità. Alice. Il Paese delle Meraviglie? E' possibile realizzarlo se solo noi lo vogliamo. Il pensiero e realtà. Riscoprire il sacro che è in noi attraverso il cerchio del council c'è utile per comprendere il bisogno d'amore di cui ognuno ha bisogno. Il desidero di contribuire alla realizzazione di cio diventa comune e magicamente attraverso la consapevolezza di tutti si realizza in ognuno. Questo è il council. Questa è una modalità di comunicazione che ci fà riscoprire un modello che può illuminare i luoghi dove viviamo, la nostra identità, la direzione e lo scopo del nostro stare insieme come persone facendoci rivolgere al nostro profondo bisogno di significato nell'esistenza. Solo ora adesso nel tempo presente e non più (solo) rivolto al passato e al futuro, l'atto creativo si compie. Si compie perchè il suo bisogno non nasce dalla mente ma dal cuore. Ecco ora siete (più) pronti se volete per ripetere l'esperienze e praticare la via del cuore per la creazione della nostra "comunità provvisoria". Nel sorriso mettendo fine al dolore, perchè a parlare con il cuore si prova sempre gioia. enzo – enzo maddaloni – nanosecondo – prof. sproloquio – mototempo – comunitario – provvisorio – comunitario provvisorio – irpino – altirpino –altroirpino – d’oriente e d’occidente

25 novembre 2007

il council a Rocca

Council del 24-11-2007 a Rocca San Felice - A distanza di un giorno, ancora un pensiero sul bellissimo momento vissuto ieri sera in quel di Rocca San Felice, insieme agli amici della "Comunità Provvisoria". Un grazie che viene dal profondo del cuore per coloro che hanno voluto questo momento di incontro, forse per alcuni singolare, certo un po' fuori dall'usuale, intrigante ma allo stesso tempo un po' inquietante. Un grazie alla comunità di Rocca che ci ha accolti con amicizia e discrezione. Bellissima la scenografia serale che questo piccolo borgo sa offrire. Guardiamo sempre lontano e non sappiamo coglier il bello che ci è vicino. La "Comunità", anche se rappresentata solo da una parte, ha goduto di un momento veramente unico, vero, fatto di grande e palpabile emozione. Dopo alcuni momenti di incertezza, ognuno ha saputo aprire il proprio animo agli altri, ha saputo trovare il modo più bello di comunicare, quello del cuore, liberando sensazioni ed emozioni. Il Council come momento di incontro, unico, cosi vicino a noi, più di quanto possa sembrare, è nei nostri ricordi ancestrali, è parte viva della storia degli uomini, è un rivissuto che ci riavvicina, è forse uno strumento fine, capace di far dismettere a molti di noi la maschera che indossiamo con troppa frequenza, per far apparire la nostra vera identità. Abbiamo bisogno di comunicare di più con gli altri, per poterci liberare delle nostre oppressioni, per sconfiggere il senso dell'incertezza, del vuoto, del pessimismo che si radica in noi soffocandoci. Un rapporto sincero e leale che possiamo ricostruire nel confronto con gli altri, può, forse, dico forse, perché molto dipende dalla nostra capacità di liberarci delle paure, aiutarci a ritrovare energie sopite e nuove, positive, che possono, anche in momenti difficili, farci tornare a sorridere alla vita. E' necessario, e questo lo grido con forza anche a me stesso, più volte, vivere con pensieri positivi, attaccarsi con forza alla vita, allontanare quanto più si può una visione pessimistica della stessa, anche se mi rendo ben conto che alcune situazioni difficili, ci provano a tal punto da svuotarci di ogni energia. Credetemi, queste poche cose da me dette, vengono dal cuore, non sono facile retorica, fanno parte del mio vissuto quotidiano, sono l'espressione di un modo di essere che viene da una vita vissuta intensamente. In questo momento, come forse può accadere a molti di noi, la mia unica paura è quella di non avere tutto il tempo necessario per realizzare i tanti progetti che ho ancora in mente. A cinquantasette anni sento ancora il desiderio di mettermi in discussione, di provare a realizzare cose per me importanti. Ancora un grazie a coloro che hanno pensato a questo bellissimo progetto che è la: "Comunità Provvisoria", con un augurio sincero di crescita morale, sociale, spirituale e perche no anche politica, chiaramente non di parte, sperando in sempre nuove adesioni. Il ritrovarsi, il confrontarsi, il dialogo, sono sicuri momenti di crescita per ognuno di noi. Non è forse questa la vera filosofia della Comunità Provvisoria? Da un amico che guarda al futuro con uno spirito da " Nuova Era" Antonio Lapenna