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6 gennaio 2008

il sax si arrampica

Omaggio a Pasquale Innarella


Un post autografo del Poeta Errante dell'Irpinia Gaetano Calabrese

cliccare sull'immagine per ingrandire e leggere (sono graditi i commenti, grazie -la redazione del comintern AR + AV- , da oggi AVAR acronimo dell'AVATAR che alberga in ognuno di noi)


1 gennaio 2008

una sera a Visazz

POST 'primario' della home page 1-6 gennaio 2007 _ la discussione parte dalla serata del 30 a Bisaccia; si distingue tra Blog e Comunità, si parla della bellezza degli avvenimenti provvisori, di arte concettuale, di arte amicale (?) applicata; si progettano nuove giornate comunitarie _
COMMENTI APERTI e LIBERI _ BUON 2008 d-alla Comunità Provvisoria _ a.v.

2.1.2008
il caso e la necessità
Agli inizi il Blog sembrava accogliere una energia diffusa, la voglia di stare in questa Comunità Provvisoria, debbo constatare che in questo ultimo periodo accoglie commenti che provocano altri commenti in una teoria senza occhi, incapace forse di guardare altrove ad un Campo che accolga semplicemente e con freschezza l’esserci.
Mi pare che sempre di più la forza della C.P. più che sul Blog si manifesti negli incontri come quello di Cairano fino all’ultimo di ieri sera a Bisaccia. La C.P. ha bisogno di guardarsi ed ascoltarsi con gli occhi, il blog penso possa essere uno strumento per far veicolare notizie e contributi di approfondimento per facilitare e stimolare l’organizzazione di nuovi incontri e di altri campi. Gli abitanti della C.P. sono quelli che nell’accettare l’invito si pongono nella condizione di riconoscere e valutare il significato dell’inaspettato perché le cose parlano, ma spesso nessuno le ascolta. Tutto si rende possibile quando c’è l’atteggiamento fertile, quando ogni cosa ha valore e ogni evento ogni incontro è un’opportunità, quando l’imprevisto e la stranezza della vita sono accolti con fiducia, quando l’imprevedibile danza delle cose non spaventa, non annoia, ma interessa, quando c’è sempre un perché da chiedersi, sempre un giuoco a cui giocare. Ieri sera a Bisaccia c’èra questo ed altro, materiali e storie infinite da condividere e mettere in Scena. Buon presente, Dario Bavaro

Una sera a Bisaccia, Michele dice che è Arte Applicata a incontri fra amici. la locuzione la ripete e gli piace. piace anche a me, ma, a pensarci bene, a me pare anche qualcosa in più. non mi pare tanto arte applicata a livello industriale per produrre qualcosa per il mercato del funzionale, semmai per il gioco del gratuito. della bellezza di ciò che ha grazia in sé. Una sera a Bisaccia è stata un'opera d'arte. Fluxus del tempo. arte concettuale e laboratorio dello spirito applicato al momento creativo. una sera a Bisaccia, così come l'ha illustrata Michele, così come l'abbiamo vissuta noi che abbiamo preso parte all'evento, non può e non deve finire tra quelle persone a quell'ora. credo debba, proprio come i nostri incontri mensili, essere congelata per essere divulgata, messa sul banco di vendita del blog, per allettare la vista, per stimolare il palato, per provocare il gusto. Angelo Verderosa, che ha curato la videoregistrazione, ha iniziato la catena del freddo. Spero che il prodotto arrivi, salvo proteste di camionisti in autostrada, presto in questa vetrina. peccato che il momento "altofragile" della discussione innestata dall'altro Michele, sia rimasta nel mattatoio di quell'ora. Cambria potrà sempre incartarcene i pezzi e appenderli a questo gancio, in questa nostra macelleria. _ alfonso nannariello

Se c'è un motivo per disprezzarti ti disprezzaranno. Se c'è un motivo per amarti altri te ne chiederanno. caro michele (fumagallo), il tuo post mi ha fatto venire in mente alcuni versi di non eccelso valore. la tua cronacha e le considerazioni sull'incontro bisaccese ti fanno onore. Penso che il problema principale degli irpini sia proprio la difficoltà di esprimere ammirazione. Non ammiravamo De Sanctis e in fondo non è stato ammirato nessuno dei politici, ma si è sempre trattato di timoroso rispetto. Mi piacerebbe che sull'argomento si aprisse una discussione tra i comunitari. Anzi, la apro subito parlando del fatto che trovo mirabile la tua postura intellettuale e morale. Una cosa che conosco da anni e che altri devono conoscere. Non trovo affatto adulatorio sottolineare che sei venuto a Bisaccia in una sera di grande nebbia e che non avevi il viaggio pagato. sono anni che fai questi giri per il sud interno, sono anni che vai a incoraggiore ogni fermento politico e culturale (e magari qualche volta ti accorgi pure che non di fermento si tratta). Erano anni che parlavamo al telefono di trovare uno spazio comunitario. Ora che c'è non staremo certo a indugiare intorno ai demoralizzatori e agli invidiosi. _ f.a.

Caro Michele Fumagallo, veramente è sempre difficile vedere l'altro specialmente se è uno che non la pensa come noi! E' sempre buono forse tenerlo più in disparte, perchè insinua dubbi, avanza richieste, pone questioni, enuncia la propria posizione politica, affronta e dibatte con il proprio credo l'entità delle cose e offre il suo responso con parole di bronzo. "Eravamo quattro amici al bar..." e tu dimentichi "Riccardo! "Già, perché pur se era con voi: Pietrantonio, Franco, Alfonso, Pasquale, Michele Ciasullo e con te! "lui da solo gioca al bigliardo!..." Anzi lo lasciamo ai suoi tiri, o meglio dopo i tiri fatti a 5 sponde per acciuffare l'onestà nel castelletto idee, è sempre meglio lasciarlo da solo, (tanto è uno!). Carissimo Michele F., forse in questi tempi di magra e di incrancrenite idealità, si preferisce il teorema: " Colui che dice sempre tutto ciò che pensa è meglio se ne stia da solo", oppure se vuoi, anche per un riscontro letterario più aulico, possiamo dirla con IBSEN, così: "Un uomo libero è sempre solo!" ed aggiungo che se (però) è saggiamente dubbioso è senz'altro pericoloso, perchè esce dalle nebbie fumose dei pensieri, anzi dei desiderata altrui e lo farà sicuramente anche domani e con certezza-testimonianza sottoscritta in forma letteraria, altresì, qui in confirmazione commentaria, ovvero in espresso dire onesto, fatto presto presto: Gaetano Calabrese, con qualche rima a proprie spese per un sorriso comunitario oltre qualsiasi assetto provvisorio.(gaetanocalabrese@.tin.it) pubblicamente come sempre e senza "nicchenaime o niccheneme" come cavolo si pronuncia"! pardon per errori di digt, ma difficile scrivere in finestra con caratteri precostituiti, per giunta! BUON ANNO, Gaetano Calabrese

Arte Applicata a incontri fra amici _
Cari amici, un piccolo avvenimento, come quello dell'incontro bisaccese del 30 dicembre 2007, può dare l'idea di cosa potrebbe essere davvero la politica se si occupasse del benessere delle persone, se tornasse ad essere fantasia e invenzione "comunitaria", organizzazione reale delle donne e degli uomini, insomma la grande invenzione messa in piedi per uscire dall'atomizzazione, per ritrovare e ricostruire lo spirito pubblico smarrito. La serata organizzata a Bisaccia da Franco per inaugurare la Casa Museo dello scultore Pietrantonio Arminio è stata davvero piacevole, squisitamente "comunitaria", "politica" in senso alto (e basso, perchè la cultura "alta" e quella "bassa" devono andare sempre insieme, questo è il segreto). Andare a casa di un amico, essere ricevuti con grande calore e ospitalità, mangiare cose genuine, parlare, poi presentare l'ospite "illustre", in questo caso Pasquale Innarella, musicista jazz proveniente da Lacedonia, nostro nobile (e oggi troppo "abbandonato") paese, è una cosa che non solo fa piacere ma persino commuovere. Se poi la serata si svolge così: presentazione del video di lavoro di Innarella a Roma, spostamento nella Casa Museo di Pietrantonio a pochi metri per l'inaugurazione (naturalmente si parla anche di ironica inaugurazione, con una simpaticissima mamma Arminio), presentazione delle opere scultoree di Pietrantonio con interessante dibattito lampo, poi recital del duo Franco Arminio - Pasquale Innarella fatto di poesia e sax accanto al caminetto accompagnati da panzerotti alle castagne; quindi ritorno nella casa madre dove si proietta il nuovo video di Franco "Scuola di paesologia" con la musica improvvisata in diretta da Pasquale. Poi ancora commenti e battute e nuovi progetti per il futuro "comunitario" e non. Dulcis in fundo, persino un piacevole e forse "troppo maturo" dibattito in notturna, introdotto da Michele Ciasullo. Verrebbe quasi da dire: ma che volete di più di questi tempi?In quale partito o associazione si riesce a mettere in piedi un esempio così alto di politica (è davvero l'unico nome appropriato che mi viene, tutti gli altri sarebbero inadeguati)? p.s. : c'è sempre qualcuno che ti chiede, poi, il perché delle cose: perchè si fanno, a che servono, qual'è l'obiettivo. Penso che dobbiamo imparare ad uscire dall'alienazione, dalla fuga dalla realtà. A Bisaccia ci sono state cinque ore piacevoli e ricche, su cui certo si può discutere oltre a farne patrimonio di memoria.Il resto viene davvero dal maligno, cioè dalla nostra falsa coscienza. Ma dov'è quel tale che insegnava: "a ciascun giorno basta il suo affanno" ? Con affetto _ Michele Fumagallo
Splendide occasioni ... Quanto alla serata di ieri a Bisaccia, non spetta a me parlarne. Posso solo dire che il mio impegno sarà sempre focalizzato nell’inventare insieme ad altri queste splendide occasioni di “comunità provvisoria”. Buona Anno _ f.a.
CLICCA per VEDERE i VIDEOCLIP di Bisaccia _ a.v.






per vedere le foto (a.v.) correlate http://www.flickr.com/photos/verderosa/sets/72157603611185562/

30 dicembre 2007

libertà individuali / collettive

Spesso ritorno con il pensiero alle vicende ed ai personaggi della favolosa CP. // Fatta di gente incazzosa e polemica faziosa e ideologizzata, manichea e priva di una grossa capacità di ascolto ma di una grossa capacità di eloquio e soliloquio. // Sono gli irpini, miei adorati conterranei comunque. Da vecchi montanari e pecorari hanno un grosso senso dell’autorità e dell’individualità, un senso quasi statunitense di autonomia e di difesa violenta delle proprie prerogative e libertà. // Conoscono da tempo le libertà individuali ed il rispetto che si deve al signore locale. Hanno un minor senso delle libertà collettive che derivino dalla partecipazione libera ed incondizionata a quella che si chiama la Società Civile. // In questi mesi di CP ho visto questo: il grande genio irpino insofferente per lo stesso genio irpino detenuto da altri. Una cosa desolante e allo stesso tempo che fa ben sperare sulla necessità che nei prossimi anni ci sia un immane lavoro da fare per costruire un senso di appartenenza alla comunità che oggi non c’è. Ringrazio Franco Arminio perché quasi tutte le sere mi telefona Gaetano Calabrese e ridiamo per circa un’ora per tutte le sere. Peccato che Gaetano non sia una donna e che non sia più giovane. Ma mi piacciono le sue poesie ed il suo tono da vero irriverente: anche Benigni avrebbe da imparare dal nostro professore di Lioni. Un grazie a Franco Arminio che spesso mi consente di leggere gli umoristici interventi del Compagno Lucio Garofano: mi è simpatico per la quasi assonanza del suo cognome con un fiore che sto studiando in questi mesi come simbolo della mancata stagione politica degli anni 80 e 90 in Italia. Un grazie a Franco Arminio che mi ha consentito di parlare con persone di Nusco che non siano Don Ciriaco. Un grazie a Franco Arminio che mi ha fatto scoprire una vecchia parentela con il fratello di Angelo Verderosa ma non con Angelo Verderosa. Vi pare poco? Incontrarsi e poter parlare e potersi sentire quasi una famiglia anche se un po’ litigiosa? A me tutto questo pare splendido: sento l’esigenza di un senso di solidarietà fra noi che va al di là di qualsiasi differenza. Vedo le mie libertà accresciute grazie anche all’ipocondriaco di Visazz. Che poi ogni tanto va ad Avellino a Via Tagliamento, posso anche pensare qualche giorno di sabotargli la macchina cosi non parte manco da Bisaccia. Con affetto // Un saluto ( vado a capo senò il compagno Garofano si incazza) ROMANO

23 dicembre 2007

Lettera aperta a F.A.

Cari Comunitari, torno sulla questione del PD alla luce delle telefonate fiume che in questi giorni ho avuto con Mimmo Cambria, con Gaetano Calabrese e con il dialogo che ho avuto con il sindaco di Ariano Mimmo Gambacorta. Nessuno ha eccepito sulla necessità che chiunque aderisca al partito o all’ideologia che ritiene più giusta. Ma certo se è vero che ogni scelta può avere una valenza politica, la scelta fatta da un libero intellettuale e da un “animatore di cose” come il nostro Bisaccese ipocondriaco assume un significato particolare. Caro Franco Arminio, adesso che vedi quella sottoposta di Alberta de Simone, le dici che ad Ariano contro Bertolaso abbiamo protestato per un’ingiustizia subita dal governo Prodi ( leggi decreto incostituzionale) e non perché siamo dei facinorosi fascisti? De Simone disse che gli arianesi tutti erano fascisti ( compresi anche i suoi elettori allora?) solo perché abbiamo fatto scappare a gambe levate un servitore onesto di uno stato disonesto? Lo dici Franco oppure devo pensare che la mancata discarica sul Formicoso possa in qualche modo indurti a tacere? Se fosse cosi questa volta intellettualmente dovrei diventare un tuo feroce oppositore e stare per onestà intellettuale e per appartenza ad un territorio con i miei concittadini. Abbiamo dovuto subire lo smacco dei celerini e delle calunnie di Repubblica, Panorama, Corriere della Sera. Franco ti ricordi quando abbiamo suscitato l’ira del Senatore Zecchino per l’articolo che scrivesti sul Corriere del Mezzogiorno? Ero io ad accompagnarti con la mia macchina ed il mio amico sindaco di Ariano mi mandò letteralmente a quel paese davanti alla mia fidanzata. Io ho deciso di lavorare ad Ariano inventandomi un lavoro e certo nessuno mi regala un euro facendomi fare il consulente o impiegandomi in qualche pubblico ufficio ( possa essere la scuola, il comune, l’ospedale). Vivo della mia fede nel libero mercato insegnatami nei 4 anni passati sui testi di Economia in Cattolica a Milano ( una cosa che mi unisce al nuscano). Io ho l’impressione che fra te ed il PD stia avvenendo uno scambio equo: tu entri nel PD e porti il tuo valido supporto ed il tuo prestigio di intellettuale. In cambio il PD si fa una verginità che non ha. Potranno vantarsi a Roma lor mafiosi signori di annoverare nel loro direttivo provinciale niente popò di meno che Franco Arminio e che quindi sono la garanzia di pluralismo e democrazia in una terra che da dopo Fiorentino Sullo tutto è stata meno che democratica. Fiorentino Sullo costretto ad uscire dalla Democrazia Cristiana di allora per far spazio alla presenza demoniaca di don Ciriaco. Se Giuseppe De Mita dice che l’Arianese tutto sommato è un’area da penalizzare tu cosa dirai? Caro Franco, ma quando vi vedrete tutti insieme tu De Simone Bassolino De Mita senior, cosa potrai condividere con loro? L’afflato antifascista? L’amore per la verde ( una volta) Irpinia? L’amore per le regole e l’avversione ad ogni fenomeno malavitoso? Potresti mai scrivere tu Franco un libro sullo spirito di Gomorra? Potresti farlo? Franco io condivido pienamente le tue grosse ambizioni di intellettuale e scrittore: forse per pubblicare con la stessa casa editrice con la quale pubblica Veltroni devi entrare nel suo entourage. Per me rimani il simbolo di una purezza intellettiva che deve essere difesa con le unghie ed i denti. Angelo D’Avella, segretario cittadino della Margherita di Ariano e carissimo amico mio, un giorno mi disse che adesso avrei potuto aderire al PD, visto il suo significato ed il progetto. Gli dissi che nel1992 ero con la Rete di Leoluca Orlando e poi guardai con favore alla vicenda di Mario Segni. Per cui sono un PD almeno dal 1991 ( avevo 16 anni all’epoca). Gli dissi che avrei aderito al PD nel momento in cui tutta la razza fosse stata distrutta. Qui invece i De Mita crescono e proliferano e fagocitano le energie più belle e più forti della mia amata terra. C’è da dire che a 26 anni il valentissimo D’Avella è stato emarginato proprio perché persona colta preparata intelligente. Re Mida ha voluto cosi uccidere un giovane aspirante politico: un motivo in più per essere contro il PD e la sua voglia di demolire tutto ciò che non è libertà. Tu Franco che a telefono mi dici sempre “ Lavora che De Mita ti affama” ti confesso che preferisco fare il barbone sotto i ponti piuttosto che sapere quanto sa di sale lo pane altrui. Con fraterno immutato affetto __ Antonio Romano

22 dicembre 2007

da Gaetano Calabrese alla Comunità Provvisoria

Salve, sono Gaetano Calabrese, da Lioni e non ho passione per le comunicazioni bloggerate tanto che non le so fare e, francamente, mi annoiano per due motivi: il primo è che non sopporto nessun "NICCHENAIME" ed il secondo che non mi piace parlare con gente sconosciutissima. Circa l'opinione personale sull'adesione politica di Franco Arminio, ne avevo avuto sentore qualche mese fa e non la condivido per 1101 motivi sociologici e intellettivi. Non credo di aver detto cose pesanti contro alcuno e tantomeno contro Franco Arminio e sono stufo di perdere il mio tempo con chi si occupa di politica. Quando sono di buonumore e incontro qualche conoscente che, pur condividendo la passione per la poesia e la letteratura, mi parla di politica porgo sentite condoglianze e quando sono di pessimo umore me ne dimentico dell'esistenza per mesi. Questo significa che non vieto scelte ma opero scelte di comportamenti e di valutazione. // Circa il clamore intorno alla questione ARMINIO & PD (Partito Democratico) Provinciale, devo attestarvi che, secondo me, Franco lo cerca e lo cercava tanto che ha voluto rendere pubblica la sua decisione personale e che in merito a ciò ha ricevuto pareri. Ribadisco di non aver offeso nessuno con le mie idee, nè mi sento offeso se altri non le condividono e non intendono dibatterle. Devo precisare che quando "danzo" lo faccio da primo ballerino e coreografo e ritengo che Franco Arminio - come altri amici scrittori e poeti - lo facciano alla stessa maniera, senza dimettersi mai da se stessi. Personalmente cerco e offro confronti ma non avverto il bisogno di essere inserito in un Corpo di Ballo sia pure "Provvisorio", dove altri, liberamente, riscontrano il coreografo e il primo ballerino. Amo "il passo a due" sia pure in pubblico, ma sempre "a due" e con ruolo scelto! // Mi aspetto risposte per cui lascio la mia e-mail pubblica, cosìcome sempre pubblico è ogni pensiero espresso.
Gaetano Calabrese. (gaetanocalabrese@ tin.it) 22 dicembre 2007 18.51

12 dicembre 2007

E' Natale, poesia di Gaetano Calabrese

Ciao Comunitari,
ecco una poesia sul Natale del nostro grande Gaetano Calabrese.
Cliccando sull'immagine potrete leggere la composizione.
A presto


4 dicembre 2007

non accontentarti / gaetano calabrese

cliccare sull'immagine per ingrandire e leggere, segue commento nello stesso post

... si tratta di uno scritto semplice, fresco e inedito e che ho appena archiviato nel mio computer, destinato, per la sua semplicità, a degli amici giovani. Insomma, una delle mie PoesieFalse: quelle della verbigerazione al pubblico poco attento e partecipe. Quando, invece, mi trovo in ben altre condizioni offro il mio sentire autentico e credo denso e forte, come -credo- .avete. avuto modo di constatare alla fine della cena a Bisaccia al Nuovo Grillo d'Oro... Chi mi conosce sa che sono il "poeta errante e donatore dell'Irpinia" (in tutti i sensi!) e, per corretta informazione, affermo di aver donato e forse (ahimé!) disperso oltre duemila poesie improvvisate. Ora me ne ritrovo qualche centainaia, avendo ricevuto in pegno dei quadernetti. Ho aggiunto queste notizie per connotarmi nella verità agli amici della Comunità Provvisoria che ancora non mi conoscono abbastanza. In definitiva, vi allego uno scritto in formato Acrobat, su pagina A4 orizzontale, anche a mo' di regalino natalizio per tutta la Comunità Provvisoria e, soprattutto, il mio sincero sorriso condiviso, Gaetano Calabrese ((°_°)), testardamente "poeta errante dell'irpinia", ma senza alcun libro di poesia pubblicato! In attesa di vostre nuove e sviluppi, vi saluto caramente ((°_°))