TAI TeleAltaIrpinia ha pubblicato un bel filmato sull'Abbazia del Goleto, produzione Mediaset, mandato in onda su Canale5 nel 2005; durata 20 min.; cliccare sul link seguente per vedere il servizio http://www.telealtairpinia.it/video/Inviate%20da%20voi/goletomediaset.wmv
nella sezione LINK, barra a sinistra di questo blog, collegamenti al sito ufficiale dell'Abbazia http://www.goleto.it/ ; a "Marina" prima badessa autonoma e autoritaria dell'Abbazia del Goleto http://www.url.it/donnestoria/testi/libere/marinaindice.htm
Immagini delle opere realizzate di recente sono su europaconcorsi:
http://www.europaconcorsi.com/db/pub/scheda.php?id=18364
http://www.europaconcorsi.com/db/pub/scheda.php?id=18236
http://www.europaconcorsi.com/db/pub/scheda.php?id=18336
4 ottobre 2007
Canale 5 sul Goleto
Etichette: goleto
ditemi cosa debbo fare
Carissima Comunità, io non è che me ne intenda molto di blog e di telematica, ditemi cosa debbo fare, come, e su cosa partecipare. saluti. Mimì
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Approfitto della nota di Mimì per invitare Franco (auguri di buon onomastico) e tutta la comunità provvisoria ad organizzare l'incontro del 18 ottobre e quindi la "giornata dei paesi" del 28. Penso che il 18 avremo oltre 100 presenze; si potrebbe dedicare la prima ora ad una sintesi delle riunione tenuta a Bisaccia, alla comunità "in cammino", ad ascoltare gli interventi dei nuovi aderenti. __Si potrebbe poi procedere per gruppi di lavoro (ne propongo alcuni):
1. il territorio e il paesaggio: dallo sfascio-alla consapevolezza-alla partecipazione (lo sversatoio dell'ofanto, l'eolico sul formicoso e oltre, le cave sui monti)
2. i paesi: dalla ricostruzione all'emigrazione; l'abbandono urbano; niente piazza si chatta (perché i paesani non si parlano);
3. la città: avellino sempre più non luogo, sempre meno capoluogo; questione urbana;
4. le risorse economiche europee: le aree interne escono dalla programmazione regionale; il poco realizzato rimane chiuso (mancano le idee?);
5. perche i ragazzi non studiano più a Napoli ma a Pisa, Siena, Firenze, Perugia, Urbino, Pavia? Perché chi non studia ambisce a lavorare in fabbrica o all'ipercoop e non nei campi?
_obiettivo: un manifesto, firmato da tutti, che presenti all'esterno la comunità provvisoria, le tematiche, le proposte, gli impegni assunti per il territorio
_il blog riceve circa 40 visite al giorno; inevitabilmente vengono postati "commenti" banali, volgari, foto porno, ecc.; ritengo pertanto necessario attivare la "moderazione" dei commenti; leggerò prima i commenti, selezionandoli, e poi li pubblicherò; tempo 24 ore.
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3 ottobre 2007
l'ofanto è morto (anche il sele)
lettera aperta - affissa nel Comune di Lioni - f.to un Irpino L'OFANTO E' MORTO (ANCHE IL SELE)
Che è stato del nostro fiume, le cui acque pure e limpide per millenni hanno dissetato animali, uomini e campi; che è stato "La spiaggia" di noi lionesi, che da ragazzini ci divertivamo a tuffarci nelle sue splendide acque, allietati dal canto delle lavandaie che tutti i giorni lavavano i panni propri e altrui, cantando felicemente? Il nostro amato Ofanto, che ha valorizzato l'Irpinia, da diversi anni è arrivato al punto di degrado tanto da poter essere considerato una fogna: non più acqua ma schiumosi liquidi velenosi invadono il letto del fiume, in cui ormai trovano vita solo vermi e topi. Lo stato attuale è di totale abbandono, tramite ordinanze sono stati allontanati pescatori, proibite qualsiasi coltivazione nei terreni adiacenti; tutti consapevoli dei rischi lo abbiamo abbandonato, anche i volatili. Nonostante ciò, qualche mese fa le guardie comunali e ittiche, dietro disposizione della provincia, nel tentativo di nascondere lo stato catastrofico del fiume, vi hanno immesso delle piccole trote, destinandole a morte sicura. Come tutti sappiamo, il problema è dovuto ai rifiuti delle aree industriali di Nusco, Sant'Angelo dei Lombardi, Lioni, Morra de sanctis e Conza, ai quali si aggiungono i rifiuti tossici provenienti dalle discariche di tutta la campania. Ad ogni ora del giorno, arrivano autocisterne, che quasi sicuramente con l'autorizazione di qualche politico poco sensibile al rispetto ambientale, scaricano nel nostro fiume. Così facendo le malattie incurabili come cancro e tumori sono in continuo aumento, anno dopo anno nella nostra cara Irpinia. E' presente sul teritorio un'associazione ambientale e di protezione civile nata forse per la salvaguardia dell'ambiente, che non sembra aver molta attenzione per il grave problema, pur essendo la sua attività sovvenzionata dalla regione e dal comune per la salvaguardia dei corsi d'acqua e dell'ecosistema. inviato da: emioli |
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antovent commenta il "manifesto" di alfonso
mi chiedo da quali complessità psichiche-sociali venga fuori alfonso. se tutti ci fermassimo a pensare difronte alla morte, anche quanto essa e celatamente lontana, vivremmo diversamente la nostra unica vita terrena. Ogni tanto lo faccio, ma non mi assilla! poi in merito al taglio -del blog- sono daccordo nell'essere tramite e voce non dell'io (anche se tutto ciò che comunichiamo attraverso esso filtra). Il malessere, il degrado socio-urbanistico ecc. ecc. che circonda molti di noi pare essere comune, anche a distanza di qualche chilometro e in contesti apparentemente diversi. Fare solidarietà di pensiero non è poco, non restare isolati, come spesso accade, a volte anche per scelta, è un motivo in più. Diffondiamo quella linea di pensiero, quello stile di vita, che spesso ci rende voce fuori coro. Antovent
Caro Alfonso, ho letto il tuo molto surreale manifesto ... Lo inoltro di seguito alla mailing list della comunità provvisoria (allargata con i vari indirizzi pervenutimi) senza pubblicarlo, per il momento, sul _blog_ Al blog vorrei dare un taglio più centrato sul territorio e meno sulla produzione individuale dei singoli componenti il gruppo; resto però in attesa di sentire le vostre opinioni nel merito. Il materiale da mettere sul blog dovrebbe contenere questi TAG (è una mia proposta, ripeto): comunità provvisoria, irpinia, altairpinia, irpinia alta, paesaggio, formicoso, ofanto, sele, calore, picentini, ufita, baronia, terremoto, vari nomi dei paesi, ecc. saluti, angelo (non leggete il testo di alfonso da soli o di sera...)_
Etichette: comunità provvisoria
alfonso / surreale e provocatorio
antefatto: il "manifesto sulla morte" non è stato pubblicato sul blog ma inviato a tutti gli iscritti / scrive alfonso: carissimi, il mio manifesto è surreale e provocazione, certamente. a leggerlo bene si scopre che è un manifesto politico ed estetico, assolutamente non estraneo alla nostra discussione sul nostro territorio, sulla nostra economia, sui nostri paesi e sul nostro paesaggio. esibire la morte ed esaltarla pubblicizzarla esporla significa esibire e portare all'attenzione ciò che è mortificante e mortifero. significa non lasciarlo nel privato ma dagli uno spazio sulla piazza, nelle nostre discussioni, sul blog. la morte da esibire è tutto chiò che dovrebbe essere pubblico e che viene, invece, privatizzato, sottratto, destinato ad altri con altri scopi e con modalità notturne e sotterranee. la morte da esibire e cantare è il marcio, è il putridume che origina la nostra reazione come Comunità Provvisoria, la stessa, mi pare, di Città Visibile. esibire la morte, nel mio manifesto, significa mettere sotto gli occhi di tutti lo spettacolo osceno e mal odorante della politca che si sviluppa nel nostro territorio senza il controllo sociale e pubblico. significa esporre la privatizzazione degli interessi. non ne conseguirebbe forse una insurrezione da tale spettacolo? non ci sarebbe una reazione? non è questo che vogliamo produrre? il manifesto proposto ha perciò una ricaduta nell'azione militante. insorgere e militare e intervenire con azioni che ricostruiscano i valori, l'estetica, il pubblico e il territorio ai loro abitanti. in nota credo che come Comunità Provvisoria dovremmo incominciare a non lasciare solo Iermano, che dovremmo sottoscriverne con nome e cognome tutte le iniziative e tutti i suoi iscritti. dovremmo prenderci delle responsabilità anche in termina di ricaduta sulle nostre spalle delle nostre scelte. diversamente avremo la sensazione del risentimento sterile o del gioco addirittura. credo che Iermano stia facendo una cosa concreta e coraggiosa esponendosi a possibili ritorsioni in prima persona. non va lasciato solo. alfonso
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2 ottobre 2007
che strano paese
trovato su un blog … vi si può leggerci ogni paese ? ( …) uno strano paese. E’ un paese in cui succedono cose grosse…………e nessuno fa niente. È un paese in cui la presa di posizione di un politico (capriccio?) verso altri compaesani provoca un effetto domino pauroso………….e nessuno fa niente. E’ un paese in cui alcuni tecnici stregoni tengono in scacco un’intera comunità……..e nessuno fa niente. E’ un paese in cui un’impresa edile (abusiva) compie dei lavori (abusivi) in un condominio…… e nessuno fa niente. E’ un paese in cui gli operai della stessa impresa lanciano oggetti dal ( …) piano……....e nessuno fa niente. E’ un paese in cui si costruiscono prima gli spogliatoi e le tribune, poi (forse) il campo sportivo…….e nessuno fa niente. E’ un paese in cui si pensa di realizzare un’area PIP nelle vicinanze di ……. e nessuno fa niente. Alcuni dicono che in passato ( …) è stato il … dell’Irpinia. Più che “faro” forse meglio dire “stop”, che nelle autovetture si accende per evitare di essere tamponati.
1 ottobre 2007
non solo olio
non solo olio, itinerario lungo i sentieri dell’olio d’oliva della Valle dell’Ufita - Condotta Slow Food Baronia di Vico invita a partecipare e a diffondere il programma NON SOLO OLIO. proposte week-end 26, 27, 28 ottobre – 9, 10, 11 novembre – 7, 8, 9 dicembre 2007, info e prenotazioni: Fiduciario Condotta Franco Archidiacono: 339.3443942 info: http://www.condottabaroniadivico.it/
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La mutazione antropologica dell'Irpinia
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AIN Associazione Irpinia Nostra
comunicato redazionale dell'AIN _ Con la lunga pausa estiva ormai alle spalle, l’Associazione Irpinia Nostra ha iniziato nuovamente ad attivarsi per continuare a svolgere la sua difficile missione volta alla preservazione e valorizzazione della cultura e delle tradizioni irpine. La rivista "Irpinia ed Irpini" è lo strumento principale cui tramite l’Associazione raggiunge gli Irpini, in Irpinia, in Italia, nel mondo. In tal modo, si mantiene accesa la "fiammella" indispensabile ad evitare che vengano recisi i legami tra chi è rimasto nella terra natia e chi se ne è dovuto allontanare. La tecnologia ci aiuta moltissimo, visto che la versione digitale della rivista "Irpinia ed Irpini" viene scaricata gratuitamente via Internet dagli Irpini sparsi per il mondo, che quotidianamente ci contattano e stimolano.
Oltre che con privati cittadini, abbiamo avviato o stiamo per avviare un percorso comune o, comunque, parallelo, con altre Associazioni irpine, in modo da sviluppare sinergie che moltiplichino gli effetti della nostra azione, generalmente molto apprezzata, e talvolta, purtroppo, anche molto invidiata. E’ in corso di impaginazione il prossimo numero della rivista che dovrebbe essere stampato tra la fine del mese di ottobre ed il mese successivo. Distinti saluti AIN approfondimenti : http://www.irpinia.biz/
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28 settembre 2007
tre persone sono già un buon numero
Si parla molto di politica. Se ne parla tanto perché se ne fa poca. Si parla molto di politici onesti e disonesti. Io credo che dalle nostre parti i politici disonesti siano molto pochi. Direi che il peccato più grave è la mancanza di idee. Mi pare che ci si ostini a dare risposte vecchie a problemi nuovi.
L’idea di una giornata dei paesi nasce da qui, dal tentativo di far filtrare dal basso qualche idea, di farla arrivare ai luoghi dove si prendono le decisioni. È dunque una proposta di riattivazione della politica in una terra che ha sempre avuto una certa propensione per questa nobile attività umana (siamo la terra di De Sanctis e Dorso). L’idea di una giornata dei paesi nasce dal fatto che nonostante tutto questi paesi ancora ci sono. Nonostante la stretta anginosa prodotta da più di un secolo di emigrazione, sono abitati da tante persone (fate un salto in Molise per capire che lì veramente non c’è nessuno). Nonostante i guasti del passaggio dalla civiltà contadina alla modernità incivile (guasti che riguardano tutta la penisola), i nostri paesi conservano tracce di un’antica bellezza. La giornata del 28 ottobre significa fare delle assemblee lontano dalle elezioni. Sappiamo che sotto le elezioni in ogni paese c’è tutto un fiorire di iniziative. Sembra che ci siano tante persone che si vogliano occupare di politica. Passate le elezioni rimangono pochissime persone a occuparsi attivamente dello spazio pubblico e molto spesso sono sempre le stesse. La mia idea è molto semplice: la crisi della politica si risolve facendo politica. E per questo ogni cittadino è chiamato a fare la sua parte. Ovviamente non posso rivolgermi a una vedova novantenne o a un ragazzo di tredici anni. In ogni paese esiste una fascia di persone che sono in condizione di occuparsi delle faccende collettive. Saranno dieci a Cairano e mille a Lioni, ma da nessuna parte si può dire che la spina è staccata. Nella corsia d’ospedale che sono i nostri paesi, non tutti hanno la stessa malattia e non si può immaginare la stessa cura e non sono più sopportabili le formulette generiche che ci propinano. Qui viene fuori una dicotomia della politica spesso trascurata. Credo che la discussione di questi giorni su politica e antipolitica possa essere anche letta in termini diversi. Io parlerei di telepolitica e biopolitica. La prima è quella che guarda i problemi da lontano. In questa categoria si può inserire tutta la cosiddetta casta, ma senza dimenticare i grandi banchieri, le eminenze ecclesiastiche, gli industriali e tutti quelli che hanno grandi risorse finanziarie. I nostri paesi hanno poco da attendersi da questa gente. Il progetto di legge a sostegno delle piccole comunità è vergognosamente fermo in Parlamento. Era prevista una spesa di pochi milioni di euro e non si riesce a trovarli. Non pensate che possa essere la Confindustria a stimolare il governo a fare una cosa del genere. Agnelli negli anni cinquanta agì sul governo per far cadere i prezzi dei prodotti della pastorizia: era un modo incruento per incentivare la “deportazione” dai campi alla catena di montaggio. La memoria non è una facoltà molto esercitata, ma quando si parla di buona politica del passato rispetto a quella brutta di oggi, dovremmo anche ricordarci che un governo postfascista mandò nelle miniere del Belgio la nostra gente in cambio di trecento chili di carbone. Ecco, vorrei che nei nostri paesi ci fosse un sussulto, un brivido civile che scuota la polvere della rassegnazione e del disincanto e ci renda consapevoli che siamo un grande popolo e non abbiamo niente da invidiare a nessuno. Oggi parlavo a proposito di un incontro che ho organizzato sul centro storico di Bisaccia. Una persona di sinistra mi diceva che non verrà all’incontro perché l’argomento gli sembrava limitato. Perché, diceva, il problema è un altro. Ecco, appena in un’assemblea qualcuno si alza e dice che il problema è un altro, bisogna alzarsi e dichiararsi d’accordo. Si. Il problema è un altro, perché il problema sei tu. Non c’è più tempo per andare dietro ai demoralizzatori e ai cantori dell’impotenza. Non possiamo anche se parliamo di una panchina sempre riferirci al sistema di potere democristiano, tipico vizio di certi estremisti di sinistra che ora sono estremisti del disincanto. So bene che molti non se la sentono di organizzare assemblee pubbliche proprio per il timore di vedere un film già visto. In queste occasioni quelli che amano dividere o spargere rancore hanno sempre gioco facile. Ed è anche chiaro che il problema magari non è la disoccupazione, ma chi ha organizzato il convegno sul tema. D’altra parte neanche bisogna pensare che basti evocare un problema per risolvere. Se fosse così con tutti i convegni che abbiamo fatto sul turismo a quest’ora dovremmo essere come Venezia.
La giornata del 28 ottobre non è un evento mediatico. L’assemblea a Flumeri o a Pietrastornina non arriverà a Ballarò e forse neppure alle tv locali. Non bisogna accodarsi alla politica come fiction e bisogna dare fiducia ai politici che guardano i problemi da vicino, facendo quella che chiamo biopolitica. Ripeto, non è necessario essere in tanti. Siccome non è in programma la rivolta anticapitalista, tre persone sono già un buon numero, sono già in più rispetto al pubblico medio dei consigli comunali. Questa giornata non ha amici e nemici precostituiti. Un sindaco può essere bersaglio di civile contestazione, ma può essere esso stesso il lievito della manifestazione. Mi pare che il senso è chiaro e comunque non spetta a me definirlo. Il senso di questa manifestazione dipende da quello che ognuno vorrà fare. Non si cambieranno in un mese i connotati di un luogo, ma qualcuno si sentirà meglio e meno solo e si accorgerà pure che bisogna fare i conti con quella strana cosa che si chiama futuro.
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