L’incontro al Goleto è stato molto utile a fissare alcuni punti. Io li riassumo così:
1. La Comunità Provvisoria ha una struttura fluida, accoglie e raccoglie chi intende vivere nei nostri luoghi coi sensi spalancati. Il suo centro ruota intorno all’Abbazia del Goleto. È uno spazio simbolico per non farsi travolgere dalla miseria spirituale che dilaga.
2. Non c’è bisogno di darsi una struttura organizzativa rigida: basta semplicemente l’elenco di chi aderisce che d’ora in poi comparirà sul blog. Chi partecipa agli incontri viene automaticamente inserito nella comunità a meno che non faccia esplicita richiesta di non voler comparire. Ovviamente si può aderire anche se non si è ancora riusciti ad essere presenti fisicamente agli incontri.
3. La Comunità provvisoria non è un luogo per lamentarsi sui problemi annosi dell’Irpinia. Questo sarebbe un modo di sprecare il nostro tempo. In primo luogo noi vogliamo festeggiare i nostri "luoghi" ed è chiaro che questo implica anche una decisa azione per la loro tutela dall’incuria.
4. D’ora in poi organizzeremo anche piccoli eventi: letture, mostre, concerti, lezioni, utilizzando i membri della comunità o amici che siano disposti a prestare il loro impegno a titolo gratuito.
Per i prossimi giorni ci sono due opportunità.
La prima riguarda la "Giornata dei paesi" per il 28 ottobre. Sarebbe bello che qualcuno dei "comunitari" organizzasse nel proprio paese un’assemblea sui temi riguardanti la propria comunità.
La seconda è una visita a Cairano, fissata per domenica 11 novembre. Credo che non sfugga a nessuno l’importanza di andare ad abbracciare un paese e un paesaggio. Sarà la prima di una serie di visite di quello che potremmo chiamare turismo della clemenza. ______ f.a.
Programma "provvisorio" per Cairano _ portate i figli e i vostri cari !
__ore 11 appuntamento nella piazzetta antistante la Chiesa della Concezione, visita alla via delle grotte, salita al Calvario, area archeologica (vestiario da escursione) __ore 12 salita al Castello e alla Rupe attraverso Cairano storica e abbandonata __ore 13.30 presso la scuola: pane e salame, assaggio del vino novello locale, dolci del forno ecologico __ore 14.30 incontro con gli abitanti, discussione comunitaria aperta, giornata dei paesi P.S.: considerate le adesione pervenute, saremo in molti, ognuno porti qualcosa da far assaggiare agli altri, una pietanza, un ruoto, un dolce.
19 ottobre 2007
dopo l'incontro al Goleto
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18 ottobre 2007
i nemici del sud sono i piccolo-borghesi
La vera sfida che dovrebbe impegnare il nascente Partito Democratico e, ci permettiamo di dire, anche gli altri processi politici federativi e "innovativi", è sicuramente la sfida del superamento degli attuali blocchi sociali. Il sud, a differenza di quello che si dice, non è in questo momento storico dilaniato dalla contrapposizione tra istanze moderniste e istanze conservative; o, ancora, tra l’impoverimento crescente di alcune classi sociali e l’arricchimento di altre. _Questi sono sicuramente problemi importanti, ma non sono il problema principale. Il vero problema è il trionfo e il radicamento, purtroppo trasversale, della mentalità piccolo-borghese di ascendenza televisiva. Siamo ormai tutti consapevoli che le teorie di Franco Cassano possono benissimo convivere con un riformismo pragmatico che ha nella modernizzazione il suo scopo principale. E questo, in qualche modo, chiude vecchie discussioni ideologiche che ormai non portano da nessuna parte. _La nuova sfida, invece, è molto più complessa, e riguarda lo smembramento e il superamento del blocco piccolo-borghese che sta impoverendo la nostra società meridionale. Viviamo in una comunità in cui trionfa un moralismo senza morale, una evidente discriminazione nei confronti delle sessualità non ortodosse, una mentalità che porta a curare ossessivamente la propria casa a discapito della "casa" pubblica. Tutto, per la piccola-borghesia, è piccolo: piccoli gli orizzonti, piccole le ambizioni, piccole le faccende con cui si passa il tempo. Il tutto è accompagnato dal rumore di fondo della programmazione televisiva. _Nessuna politica potrà davvero imporsi se poi, dopo la riunione, ognuno torna a casa ad accucciarsi nelle proprie piccole sicurezze "pantofolaie". Una grande politica dovrebbe fondarsi su temi estremi come l’amicizia, l’amore, la morte. E, sia detto a chiare lettere, la morte (la tanto rimossa e temuta morte) è sempre il motore dei grandi sentimenti, finanche dell’amore. Forse è anche arrivato il momento di ridimensionare la politica diffusa del "particulare", dei piccoli problemi, dei piccoli interessi, delle piccole manutenzioni quotidiane: la tirannia, cioè, della "concretezza". Cosa, in fondo, ci fa orrore di questo nostro sud? Ci fa orrore il disprezzo che la maggioranza ha per le tante diversità, per i grandi desideri, per i grandi sogni, per le grandi narrazioni. Ci fa male vedere le ragazze con le braccia incrociate, ci fa male vedere i bambini già disincantati, ci fa male questa contrazione generale dei sentimenti. Non cambierà il sud con una legge in più o con una legge in meno. Il sud cambierà se saprà amare i bizzarri, gli inventori, gli estrosi, i poeti, gli affamati di amore. Se saprà valorizzare, cioè, tutto il contrario del rischio calcolato della piccola-borghesia. Oltretutto la piccola-borghesia ha il vizio di creare blocchi sociali, e questo significa controllo "familistico" delle opportunità, e ovviamente selezione interessata e censoria dei movimenti sociali meno controllabili. _Il partito democratico vincerà sicuramente la sfida del riformismo, cioè di una politica che guarda le facce e i problemi veri del proprio tempo al di là delle facili rassicurazioni "resistenziali", delle ideologie e dei moralismi. Però adesso la sfida più grande è smembrare il blocco sociale piccolo-borghese. È una "liberazione" ancora più grande della liberazione dalle ideologie. _Vorremmo finalmente vivere in un sud plurale, fatto di famiglie eterodosse, abitato da omosessuali non costretti a nascondersi, tutto percorso da persone finalmente libere di vivere la propria piccola grandezza, il proprio desiderio di amare, di sognare, di rompere gli schemi del perbenismo. I giovani, i migliori giovani del sud, non chiedono la villetta, il posto fisso e un matrimonio rassicurante. I migliori giovani del sud chiedono libertà, intelligenza, vitalità, calore. Compito del partito democratico, cioè del principale fenomeno politico riformista degli ultimi anni, è aggredire coraggiosamente la piccola-borghesia, rompere vecchi schemi conservativi, liberare energie e, soprattutto, impedire i moralismi, da qualsiasi parte essi provengano. _Franco Arminio + Andrea Di Consoli
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17 ottobre 2007
tema del silenzio
... propongo questo tema: Il Goleto e il Silenzio, Insieme per la pace nel nostro territorio! Spazio di spiritualità, meditazione e preghiera interreligiosa in Irpinia. saluti, Dario Bavaro
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18 ottobre, programma
18 ottobre 2007, programma
gruppi di lavoro: 1. il territorio e il paesaggio: dallo sfascio alla consapevolezza alla partecipazione (lo sversatoio dell'ofanto, l'eolico sul formicoso e oltre, le cave sui monti) 2. i paesi: dalla ricostruzione all'emigrazione; l'abbandono urbano; niente piazza si chatta (perché i paesani non si parlano); 3. la città: avellino sempre più non luogo, sempre meno capoluogo 4. le risorse economiche europee: le aree interne escono dalla programmazione regionale; il poco realizzato rimane chiuso (mancano le idee?); 5. perche i ragazzi non studiano più a Napoli ma a Pisa, Siena, Firenze, Perugia, Urbino, Pavia? Perché chi non studia ambisce a lavorare in fabbrica o all'ipercoop? obiettivo: un manifesto, firmato da tutti i presenti, che proietti all'esterno la comunità provvisoria, le tematiche, le proposte, l'impegno assunto per la rinascita irpina_ il 18 ottobre -S.Luca- ci vediamo al Goleto; tra l'altro il gioiello medioevale dell'Abbazia è proprio la Cappella dedicata a S.Luca -1247- (ha ospitato le reliquie dell'evangelista Luca per 600 anni); questa una bozza del programma (tenendo presente che fa buio presto): 15,30 visita guidata all'Abbazia e ai nuovi spazi recuperati (Museo, sala convegni, biblioteca, alloggi, convento) 16,30 introduzione di franco arminio/ ascolto nuove presenze 17,30 gruppi di lavoro (ci sono vari spazi di riunione) 18,30 s.messa, san luca (per chi vuole) 19,30 saluto di Fr. Paolo, comunità dei piccoli fratelli di charles de foucalud 20,00 al wine-bar di fronte all'abbazia: lasagne con sfoglia fatta in casa, baccalà sfritto con peperoni, crostata dolce, vino _ 12 €. _ci sono solo 36 posti: già prenotati 15, gli altri in ordine di prenotazione direttamente il 18
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16 ottobre 2007
franco arminio in elicottero
Fino a giovedì 18 la troupe di Linea Verde RAI è impegnata in una puntata dedicata all'Irpinia; i conduttori Veronica Maya e Massimiliano Ossini si muoveranno in jeep nei luoghi più suggestivi, mostrando produzioni e lavorazioni d'eccellenza. E' previsto un volo in elicottero sulla Piana del Dragone (a bordo ci sarà il paesologo Franco Arminio); inoltre una "tavolata" tra i vicoli di Nusco. La puntata "irpina" andrà in onda il 4 novembre alle ore 12,30.
antonio / l'irpinia che mi piace
l'ultimo articolo del mio blog Http://antonio.romano75.googlepages.com/lirpiniachemipiace
14 ottobre 2007
Re: Comunità / 18 ottobre 2007
Caro Angelo, perdona il ritardo con cui mi metto in contatto con te, ma sono stati giorni molto intensi sul fronte del mio trasferimento a Roma: ti racconterò di persona. Volevo comunicarti la mia convinta adesione all'incontro di giovedì prossimo al Goleto, compreso la cena che hai programmato. Appuntamento dunque al Goleto alle 15.30. Se ci fossero cambiamenti naturalmente avvisami. Saluti e complimenti per come stai cercando di gestire una situazione davvero molto provvisoria!! Giuseppe Cordasco
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Comunità / 18 ottobre 2007
Cari, io credo che al punto in cui siamo l'incontro del 18 ottobre -giovedì- sia opportuno tenerlo al goleto. visto che la nostra comunità provvisoria non è formata né da agricoltori né da commercianti, direi che il tema della POLITICA CULTURALE nella nostra provincia deve essere un pò il cuore dei nostri interessi e in particolare del prossimo incontro. ovviamente questo non si esclude che in successivi incontro si passa parlare d'altro. è chiaro che questo tema coinvolge pienamente il discorso sulla città di avellino. secondo me è importante che si discuta al goleto intanto perché è una cornice suggestiva e poi è anche un segnale proprio in riferimento al ruolo mancato della città. saluti e ancora scusa per la mia presenza un pò altalenante negli ultimi tempi, ma sono veramente pieno di impicci. un abbraccio a tutti. p.s direi che è importante che ognuno estenda l'invito ai suoi amici. sarebbe bella una riunione con molte voci provenienti da molti luoghi. f.a.
_____ angelo, bozza programma giovedì 18 ottobre__15.30 inizio visita guidata ai nuovi spazi culturali dell'abbazia del goleto (convegni, biblioteca, museo); __16.00 inizio discussione, introduce franco arminio, giornata dei paesi, ascolto nuovi interventi; __17.30 gruppi tematici; __19,30 lettura delle sintesi dei gruppi tematici e proposta di manifesto. __segnalo (solo agli interessati): nella cappella di S.Luca (1251), messa di s.luca, dalle 18,30 alle 19,15 __ nel wine-bar difronte all'abbazia, cena alle 20.00 : solo 30 posti, mandatemi solo le prenotazioni certe; 12 €. lasagna fatta a mano, baccalà sfritto con peperoni, pane, vino. da avellino: ofantina bis, uscita s.angelo dei lombardi, seguire "goleto"; mappa: www.goleto.it
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12 ottobre 2007
alfonso / il tramonto dei non luoghi
carissimo, ti invio l'abstract di un libro che uscirà domani da meltemi. VEDI UN PO' SE INTERESSA PUBBLICIZZARLO PER IL NOSTRO RAGIONAMENTO MULTIPLO E SOLITARIO, PARLANTE E MUTO. COME VEDIAMO, QUASI NESSUN COMMENTO AI TESTI. VUOL DIRE CHE SCRIVIAMO, MA CHE NON ASCOLTIAMO. siamo forse chiacchieroni? o abbiamo un io che fa attrito con il resto. vorremmo cambiare tutto, forse noi no. _Massimo Ilardi __ IL TRAMONTO DEI NON LUOGHI... Un viaggio nella teoria dell'architettura che va dall'esplosione della città senza luoghi al tramonto dei non luoghi; dalla paranoia delle CITTA' INVISIBILI alla sconvolgente realtà degli slum per approdare alla
definizione della metropoli come spazio di appropriazione, come territorio del desiderio. La tesi del libro è che per ragionare di nuovo sulla metropoli e riuscire a governarla sia necessario elaborare nuovi linguaggi e nuovi strumenti che permettano di confrontarsi con questi luoghi instabili e conflittuali, abitati da minoranze che hanno in comune la sola esperienza del consumo. un saluto nell'attesa di rivederci, alf
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11 ottobre 2007
mimì e il castello di bagnoli
Nel portare a termine uno studio su Ariano normanna, è balzato ai miei occhi il castello normanno di Bagnoli. Posto su una delle sue quattro sommità, “La Serra”, o “motta”, tipico del più classico castello normanno urbano, quello di Bagnoli si erge in tutta la sua maestosità appena si entra in paese provenienti da Avellino. Ma la storia non ne parla mai, non lo accenna neppure, come se non esistesse. Eppure, il castello normanno di Bagnoli è una delle opere normanne più imponenti del X sec. Uno uguale, risalente al 1097, lo si trova a Rocheter in Inghilterra. Sanduzzi, lo storico locale, commettendo uno dei più grossi errori storici, lo fa risalire addirittura al periodo aragonese. Scandone, poi, tralascia tutta la storia normanno-sveva dell’alta valle del Calore. In parte gli storici si rifanno grazie alla prof.ssa Casiello (“Storia Illustrata dell’Irpinia”, edita da Sellino e Barra, Vol. III, pag. 38), quando dice che il castello di Bagnoli, in virtù di una sua tesi (quale?) è Normanno-Svevo, spostando indietro la sua datazione di circa 200 anni rispetto al Sanduzzi. Lungo la famosa strada “Paestum-Manfredonia” vi passò Roberto il Guiscardo quando conquistò Salerno nel 1076. Vi passava anche re Ruggiero? Federico II? Non è che la storia abbia confuso il castello di Bagnoli con quello longobardo di Nusco?
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