Si sovrappongono le occasioni di incontro in ALTA IRPINIA
vi segnalo
domani sera, martedì 31, ore 19, Castelfranci, Centro Studi Giordano Bruno
convegno sul Brigantaggio in Irpinia info: FELICE STORTI 329.2452693
2-3-4 agosto Lionijazz info: www.lionijazz.it
3-4-5 agosto Castelli di Pace
il 3 agosto all’Abbazia del Goleto alle 20.30 Cena Migrante;
alle 22.00 “L’Orda”, teatro con Gian Antonio Stella (Corsera) info: www.castellidipaceirpinia.it
2-3-4-5 agosto a Torella dei Lombardi XV EDIZIONE PREMIO SERGIO LEONE
con Gianni Minà, Terence Hill, ecc. (cliccare per il programma completo)
4 agosto a S.Andrea di Conza, Teatro dell’Epscopio
Giorgio Albertazzi e Michele Placido in “Satyricon”
dal 2 agosto vari eventi a cura del Multisala, tra cui “Lioni Cartoon Film Festival”
info: www.cinemanuovo.it
approfondimenti e video sulla web tv www.telealtairpinia.it
26 luglio 2007
estate in altairpinia
Etichette: eventi
23 luglio 2007
piazza a guardia
Caro Cipriano, a causa dei misteri insondabili di internet, leggo solo ora il tuo messaggio/poesia.
Piazza
Il progetto è stato rimaneggiato, nella parte finale del cantiere, in loco dall’ufficio tecnico – amministrazione, che per le finiture più importanti hanno deciso di procedere e appaltare in proprio : panchine, dissuasori, chiusini, fontana; gli alberi erano previsti di tiglio ….
Ritengo comunque che ne è scaturito uno spazio vero, omogeneo, di belle proporzioni;
uno dei pochi in irpinia rimasto al centro dell’abitato e pavimentato interamente in pietra.
Le imperfezioni sono lette dagli occhi più acuti; anche per me è sofferenza vedere più le cose non fatte alla perfezione che il senso complessivo dell’intervento. Mi rinfrancano le corse dei bambini sullo spazio protetto e i ragazzi che si siedono sui gradoni e ai piedi della stele.
Etichette: architettura, verderosa
13 luglio 2007
concerti al goleto _programma
Progetto Integrato Valle dell’Ofanto. Visite guidate all’Abbazia e ai recenti restauri con inizio mezzora prima dei concerti.
Etichette: eventi
concerti al goleto
Sulla web-tv TELEALTAIRPINIA www.telealtairpinia.it , sezione “TV e spettacoli”, un servizio sui Concerti in corso all’Abbazia del Goleto; interviste al Rettore dell’Abbazia e al Maestro Di Donato e una mia breve relazione sui restauri effettuati _
Venerdì 20 e Domenica 22 Concerti con videoproiezione sulla storia dell’Abbazia
Etichette: eventi
Ne hai saputo qualcosa??? CANTIER IRPINIA
NE HAI SAPUTO QUALCOSA????, saluti Eduardo
Attention please! CantierIrpinia
Un progetto di Reporting system promosso dalla Provincia di Avellino Il progetto pluriennale di arte contemporanea !Attention please! CantierIrpinia nasce come attività strategica per la crescita del territorio irpino. Ha origine nella convinzione che l'arte e la cultura possano costituire un importante strumento nella creazione di valore pubblico, e che possano contribuire alla definizione dell'identità dell'area, all'incremento della qualità della vita, e dello sviluppo. Il progetto ha l'obiettivo di interpretare processi in corso, di stimolare e accompagnare una rilettura dall'interno dei luoghi e del corpo sociale. Questo puo' contribuire a disegnare una nuova geografia fisica e mentale e a convogliare un senso di appartenenza, ad evidenziare il legame fra l'eredità culturale di cui la regione e' portatrice e la contemporaneità. L'iniziativa vuole inoltre contribuire all'incremento di relazioni tra ambiti diversi della società, offrendo spunti per politiche piu' attente allo sviluppo del territorio. I diversi attori coinvolti nel progetto sono legati a un modo di intendere la cultura come istanza inclusiva e attenta alle aree sensibili e alle identità in transito di oggi. !Attention please! CantierIrpinia intende scaglionare nel tempo diverse azioni sul territorio. Le modalità di intervento, di volta in volta diverse, sono tese a costruire relazioni, processi e opere quale patrimonio culturale contemporaneo. Dopo aver individuato le tematiche e i luoghi fisici su cui intervenire, gli attori del progetto si muoveranno con ruoli diversi e in autonomia, secondo poetiche e modalità operative proprie, mettendo in campo competenze specifiche. Operando in una logica di complementarietà le diverse sezioni che compongono il progetto saranno accomunate dal desiderio di far emergere istanze specifiche del territorio e di catalizzare energie, di valorizzare sensibilità, linguaggi, forme espressive, modalità operative già presenti in loco. Si desidera inoltre da un lato indagare problematiche irrisolte e cruciali dell'area, dall'altro individuarne le componenti piu' attive e propositive, nell'intento di fare leva su di esse coinvolgendole nelle varie attività. La sezione progetti artistici (Olivo Barbieri, Gennaro Castellano, Armin Linke, Claudia Losi, Michelangelo Pistoletto) e' a cura di Gabi Scardi. Il progetto si e' arricchito di una vena di poesia contemporanea, una serie di serate di lettura dedicate ad altrettante poetesse italiane, a cura di Franco Arminio. Tra i singoli momenti che compongono il progetto sono previsti tavoli di lavoro, seminari, workshop interdisciplinari intesi, in alcuni casi, alla realizzazione di opere d'arte, primo nucleo di una collezione pubblica da formare in loco. !Attention please! CantierIrpinia prevede in ogni momento un'estrema attenzione nei confronti dei referenti e dei fruitori, con momenti di apertura al pubblico piu' ampio ed altri di attività dedicate a gruppi individuati di volta in volta in seguito a indagini sul tessuto locale. Saranno organizzati viaggi di ricognizione per gli artisti e per i diversi soggetti invitati a partecipare al progetto. A partire dunque da una prospettiva di partecipazione e di trasversalità, il progetto si andrà complessivamente delineando come intervento articolato, sfaccettato e dinamico, aderente al territorio. Lo start-up del progetto consiste in un viaggio di tre giorni in Irpinia: curatori, artisti, amministratori, intellettuali, giornalisti insieme per conoscere i luoghi da cui trarre gli elementi fondamentali dello sviluppo della fase successiva per la progettazione e realizzazione delle opere. L'evento, in programma per il primo week-end di luglio partirà dall'aeroporto di Capodichino per toccare alcuni luoghi topici: l'alta Irpinia e i luoghi del terremoto dell'80, gli itinerari del vino, polo d-eccellenza, gli impianti per la produzione di energia eolica, gli impatti della de-industrializzazione, gli incontaminati itinerari naturalistici e quelli storici. A conclusione un tavolo di lavoro a San Francesco in Folloni (Montella). L'itinerario prevede il passaggio, tra l'altro, per Atripalda, Nusco, Frigento, Conza, Gesualdo, Bisaccia, Montella, Goleto. La location dell'iniziativa e' stata individuata nel magnifico borgo di Castelvetere. Lo start-up del progetto rientra nella fase di fattibilità di studio dell'impianto generale da sottoporre alla attenzione della giunta provinciale. !Attention please! CantierIrpinia sfocerà nella pubblicazione di un volume che ne documenterà le varie fasi e sarà a sua volta il risultato di un workshop. Inoltre la restituzione dell'insieme delle attività sarà affidata ad un regista che attraverso un video documento ne restituirà lo spirito, in linea con gli obiettivi generali. Le azioni degli artisti, i workshop, le iniziative collaterali e il territorio stesso costituiranno i materiali e gli scenari del film. Partecipano A.titolo (Luisa Perlo, Giorgina Bertolino): associazione culturale per l'arte contemporanea Franco Arminio: paesologo Olivo Barbieri: artista Gennaro Castellano: artista Dipartimento Educazione Museo di Rivoli (Anna Pironti, Paola Zanini) Emanuele Enria: Cittadellarte, Italia in persona Armin Linke: artista Claudia Losi: artista Katia Meneghini: Cittadellarte, Italia in persona Daria Menozzi: filmmaker Elena Pardini: collaboratice Reporting system Maria Pioppi: Cittadellarte, direzione Michelangelo Pistoletto: artista Gabi Scardi: critico e curatore Massimo Simonetta: dir. Ancitel Lombardia Mario Piazza: presidente dell'AIAP, Associazione italiana grafici italiani. Studio 46xy La gestione strategica del progetto e' demandata alla cabina di regia che definisce, di concerto con l'Assessorato alla cultura e al turismo della Provincia di Avellino, le linee guida e lo monitora nella fase di sviluppo La cabina di regia e' composta da: Gennaro Castellano: ideazione e direzione artistica Carola d'Agostino: gestione economico-finanziaria e supporto alla progettazione Gabi Scardi: curatela sezione progetti artistici/consulenza scientifica Franco Armino: sezione poesia contemporanea/consulenza sul territorio Start up 6/7/8 luglio 2007
Etichette: irpinia
26 giugno 2007
fr. wilfrid in un intervista di alamaro
… << il Goleto è un luogo di “accoglienza del profondo”; … le pietre parlano se le sai ascoltare per poi “restaurare” il mistero che vi è racchiuso dentro, come in un’urna;
… bisogna restaurare primariamente il Silenzio che c’è dentro le rovine, le ferite architettoniche: questo il punto chiave per un giudizio sulla qualità dell’opera in corso; restaurare con amore l’immateriale, il mistero, la cui radice greca è appunto “silenzio”.
Non posso scassinare la parola di Dio ma posso mettermi umilmente in un percorso di ascolto. … Più che apparire forse bisogna “Esserci”; essere ogni giorno umilmente sul cantiere, discutere di piccole cose che fanno le grandi cose, un modo di Essere….
Fratel Wilfrid Krieger in un intervista di Eduardo Alamaro su PresS/Tletter n°17_2007
sul goleto in generale, gli interventi in corso
Il progetto attuato al Goleto ha coinvolto e reinterpretato numerose parti del complesso monastico e degli spazi rurali correlati, stabilendo un dialogo con il luogo, creando nuovi spazi, nuovi suggestioni, nuovi percorsi, nuove visioni, nuovi luoghi.I nuovi manufatti realizzati (murature, solai, coperture, scale, pavimentazioni, arredi), tutti di natura artigianale, disegnati e lavorati in cantiere, con materiali del luogo, con le malte derivate dalla frantumazione dei ciottoli e dei cocci ritrovati, si integrano con il territorio altirpino, reintrepretandone la natura e la storia in un nuovo scenario contemporaneo.
Torre Febronia
già mausoleo di Marcus Paccius Marcellus poi ristrutturata dalla badessa Febronia nel 1152 quale ultimo rifugio per scampare ai barbari longobardi… si accedeva con una passerella o scala rimovibile per potersi difendere… si è realizzato una scala-passerella in zincato, leggera, aerea, al di fuori delle Mura di cinta in modo da poter godere della campagna.
Museo
ai lati della grande chiesa settecentesca del Vaccaro gli spazi che erano destinati a sacrestia e cappella del Santissimo, grazie alla testimonianza dei fori lasciati dalle vecchie travi di copertura, sono stati ricoperti con una struttura in lamellare e acciaio, all’occorrenza reversibile; nuovi spazi vengono riabitati dopo 200 anni con l’intento di farne un luogo di eventi, di cultura, di silenzio.
Casale
la stalla dell’abbazia nascondeva sotto le croste di intonaco una scala in pietra del tipo a profferlo ed un arco ribassato, entrambi di fattura secentesca; la scala in pietra è stata protetta con un nastro in lamiera di acciaio naturale, lasciato a vista; i reperti ritrovati durante scavi e spicconature sono stati esposti al lato della scala.
Piazzale
memoria dei bianchi assolati spazi rurali dove si svolgevano le fiere del bestiame;
la ghiaia calcarea si è rimaterializzata con i cubetti lapidei di Bisaccia, lastre e basoli di Fontanarosa, ciottoli dell’Ofanto; tigli –amati e introdotti in Irpinia dai Longobardi- sul margine sud, a valle; canale in pietra e giochi d’acqua che recuperano per caduta naturale le sorgenti dell’Abbazia ritrovate a monte.
Wine bar
un gruppo di ragazzi della contrada si unisce per trasformare un fienile abbandonato e cadente in un wine-bar; amano i mattoni a vista e il cocciopesto per pavimento; dal timpano del fienile, seduti ai tavoli, si vede il timpano del Convento dell’Abbazia.
Comunicazione
San Guglielmo arrivò al Goleto nel 1133, vi è stato sepolto, ha dato il nome alla contrada ed è protettore dell’Irpinia; si festeggia il 25 giugno e la sua statua lignea viene portata a spalla, in processione, per l’intera contrada; il suo profilo è divenuto “logo” del programma di comunicazione integrato /orientamento/arredo/stampa/web_
Materiali
pietra irpina lavorata dagli artigiani di Fontanarosa e di Bisaccia, legno massello di castagno proveniente dai boschi di Montella, pietre e ciottoli e cocci recuperati dalle macerie, reimpiegati e/o macinati per farne malte e pavimentazioni di cocciopesto
Materiali e opere sintesi tra storia, ambiente e cultura locale; con l’obiettivo di restituire valore all’architettura, senza essere prigionieri della memoria, innestando il nuovo sul vecchio come si fa con le viti di aglianico, per vivere e comunicare luoghi imperituri, capaci di produrre identità.
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25 giugno 2007
www.goleto.it
25 giugno 2007, San Guglielmo, patrono dell'irpinia
Luogo di ristoro, ricco di acque, perennemente attraversato da transumanze e pellegrinaggi tra l’antica Picentia -golfo di Salerno- e il Gargano o la Terra Santa.
L’insediamento di tribù sannitiche intorno alle valli dei Fiumi Ofanto, Sele e Calore, contribuì a definire l’identità di questo territorio che prese il nome dalla tribù eponima degli HIRPINI, traendo l’etnico dal sannita hirpus “lupo”. La località Goleto, nell’attuale territorio di Sant’Angelo dei Lombardi, ha coinciso fino a tutto il primo millennio d.C. con i resti del monumento sepolcrale che vi costruì MARCUS PACCIUS MARCELLUS della tribù Galeria, centurione della Legio Scitica.
Agli inizi del XII secolo, l’eremita GUGLIELMO, originario di Vercelli, dopo il pellegrinaggio a Santiago di Compostela, diretto in Terra Santa, si fermò in Irpinia, fondando prima Montevergine e poi il Goleto, con DOPPIO MONASTERO femminile e maschile, utilizzando il materiale di spoglio dell’insediamento di Marco Paccio Marcello. San Guglielmo, oggi Patrono dell’Irpinia, morì al Goleto il 24 giugno 1142.
Emile BERTAUX (1879-1917), autore della monumentale “L’art dans l’Italie mèridionale” (Parigi 1904), fu il primo a stabilire un rapporto di continuità tra il federiciano CASTEL del MONTE (iniziato nel 1240) e l’Abbazia del Goleto (Chiesa Superiore ultimata nel 1250); e tra questi e l’Hotel Dieu di Reims in Francia, sottolineando la valenza artistica europea del complesso monastico del Goleto.
Nel 1506 Giulio II sancì la definitiva soppressione dell'abbazia femminile del Goleto.
I terremoti del 1694 e del 1732 causarono notevoli danni all'impianto del doppio monastero. Nel 1735 fu incaricato Domenico Antonio VACCARO per una nuova e imponente chiesa. Nel 1807 Giuseppe Bonaparte soppresse le congregazioni religiose confiscandone i beni; finì così l’Abbazia, spogliata e abbandonata, luogo di ruderi e di pascolo, fino all’arrivo, nel 1975, di un’altro eremita, P.LUCIO MARIA De MARINO. Il terremoto del 1980, pur arrecando gravi danni strutturali, ha fatto riscoprire l’Abbazia e riavviato una serie di interventi di recupero e valorizzazione. Parte dell’Abbazia è abitata dai piccoli fratelli della Comunità Jesus Caritas fondata da CHARLES De FOUCAULD; è un luogo di SILENZIO, di culto e di esercizi spirituali.
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24 giugno 2007
www.iltufiello.it
abbiamo ospitato una coppia di inglesi di Glasgow, hanno comprato casa a Cairano, siamo molto contenti che tanti turisti inglesi si siano appassionati all'Irpinia . Abbiamo visitato il sito di Cairano, che bello! Molti saluti e buon lavoro dall'Agriturismo il Tufiello.
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15 giugno 2007
ringraziamo per il cortese invito da Teora
Carissimo architetto ho ricevuto la tua e-mail con l'articolo su Teora dell'esimeo Arch. Alamari
"mè proprj piaciut'' però non ho trovato la foto che facemmo davanti la chiesa di Teora.
La tua e-mail mi era andata a finire nella posta SPAM poi l'ho dovuta portare tra quella desiderata per poco non l'ho cancellata.
Per quanto riguarda il pranzo di domani sabato 16 giugno 2007 a Bisaccia non siamo sicuri
di poter partecipare per due motivi: Tonino Restaino rientra da Bruxselles (arrivo previsto a Teora sabato ore 4,30 del mattino) ed io devo portare i ragazzi dell'A.C. a Sant'Angelo
dalle nove della mattina fino alle tre del pomeriggio. Faremo il possibile per raggiungervi.
(ho telefonato ad un architetto di Lioni "Verderosa" ma non eri tu, il tuo recapito qual'è?)
ringraziamo per il cortese invito da Teora e da Emidio c i a o
P.S.
Il filmato mi è stato suggerito da una mia parente che vive negli STATES. Molto simpatico da vedere.
14 giugno 2007
Alamaro a TEORA
EDUARDO ALAMARO, come annunciato, APPRODA a TEORA
Ho ritagliato il suo intervento poiché molti mi hanno scritto di aver avuto difficoltà a trovare il testo nell’ambito della rivista.
Non me ne voglia LPP. Chi vuole approfondire può comunque collegarsi a http://www.prestinenza.it/ http://presstletter.com/
Edoardo Alamaro ci parla di: La scossa scassa / 2 (un giorno da TEORA)
INTERMEZZOLa scossa scassa / 2 (la Teora infuriata) Dai leoni di Lioni ai tori di Teora, seconda scossa d’architettura post/irpina, decimo grado scala eldorado, nuovo “intermezzo” sismico, sussultorio ed ondulatorio insieme, non ci facciamo mancare nulla a “PresS/Tletter”, grazie LPP. Siamo arrivati comodamente in macchina sulla Tora (dal greco, altura, ndt) di Teora, 1500 abitanti, 600 nuclei familiari, tre colli sormontati (nello stemma comunale) da un toro; anzi da un castello quadrato (con maschi cilindrici negli angoli) e una chiesa barocca con alto campanile, quello di San Nicola de Mira (acuta), protettore del paese e del centro abitato medioevale tutto, acquattato sotto i due edifici-chioccia, emergenti e potenti nell’antico skyline addormentato. Di tutto ciò non c’è più niente, né il castello-gallo (con cresta e merli decaduti), tanto meno la gallina-chiesa/madre; idem il “pollaio” dell’abitato “di sotto” (località Pianistrello), coi nidi abitativi secolari e i suoi pulcini ormai orfani, pigolanti e tremanti dal freddo. Ma non piangete, amici dell’Intermezzo, non disperate: è vero che chioccia, gallo e pollaio sull’antica Teora, quella povera venuta su a granone, calce e pietre del luogo, sono stati spazzati via dalla terribile botta del terremoto dell’80 (e dai suoi complici “ruspanti”, mi capite?), ma quelle familiari emergenze architettoniche sono state riconfermate e potenziate dal piano di recupero del centro storico post/sisma dovuto a Giorgio Grassi e Agostino Renna (con collaboratori), quali segni insopprimibili della Storia, permanenza del Monumento nel luogo, memoria collettiva da collettivizzare. Come a dire: dov’era (“l’ineludibile monumentalità”), ma non com’era: gallo, gallina e pollaio sulla tora, cioè la casa/fortezza militare di sopra, il campanile santo di mezzo e l’abitato-suddito “di sotto” – il triangolo, anzi, il teorema di Teora – sono stati sostituiti da analoghi e “moderni” segni/sogni, in linea con una possibile “Te-ora (et labora)” d’oggi, derivata da una “costruzione logica dell’architettura”, fatta a tavolino, nel luogo, per il luogo, ma – pare – non con quelli del luogo, qui il punto. Ogni scelta progettuale (così come ogni nostro “Intermezzo”) è una scommessa, un rischio in sé, si sa, nel gran Casinò del gioco d’azzardo dell’Architettura moderna, e quella fatta sulla tora (altura e teoria) di Teora è stata persa, non c’è dubbio, secondo gli abitanti che si affollano qui intorno, fuori la chiesa, e che mi dicono tante (feroci) cose sul nuovo abitato compatto “di sotto” e su quello del Castello che sta “di sopra”, ahinoi; architetture che “loro” butterebbero volentieri via “in blocco”, come abiti dimessi e/o fuori moda, ma non si può, non è edilizia “pret-à-porte”, edilizia da rot-amare, ma solo d’amare, per amatori, anzi per ama-teoros, specie che però qui manca. Si, nella pratica, la nuova “Teh!Ora” (senza labora), non ha funzionato molto: questi simulacri del passato son rimasti ancor oggi, per questi abitanti, interrogativi monumenti non abitabili, non comodi; ci stanno dentro a forza, tori e teoresi scalpitanti ed infuriati, come “castellani a forza”, loro malgrado, esposti a tutti i venti (e gli eventi) della Tora. Al pari pregano a forza in quella chiesa “di mezzo” (progettata da Giorgio Grassi) solo perché è un atto di fede: lì dentro c’è comunque l’Ostia consacrata, ma non amano quel tempio, anzi “uno” mi dice al volo che “pare ‘nu garage”, con Gesù parcheggiato dentro, mentre Loro, (l’oro?) l’avrebbero gradito più mobile; anzi “ultramobile”, flessibile, più abitabile dall’ uomo d’oggi, col telefonino ed il computer, modello Giovanni Paolo. Uomo e fedele modello “Santo subito”, anzi, ‘e ssubbito! Sintetizzo e riformulo quello che ho ascoltato per Voi, se ci credete, ma ho come testimone la Verderosa post/Irpinia: se prima (del sisma) Teora era uno dei tanti paese-presepe del nostro Appennino campano, ora, nella sua parte più radicale, è un paese-presepio in scatola, concentrato in sei blocchi, simili a sei container, “sei enormi casse da morto”, mi dicono i più cattivi; se prima (del sisma) era un paese sfuso ora, per molti versi, è un inabitabile paese a “pacchetti”, come le sigarette di contrabbando a Napoli del dopoguerra: “Camell, Marlborr, Cesseffiete, chi fumma a Teora!!!” Ed il fumo (d’architettura) fa male agli abitanti, si sa! E’ allarmante ma al contempo interessante tutto ciò. Mi piacerebbe capire meglio (un’altra volta, LPP “multa”) come i teoresi (o teorosi?) “in compressa” del Pianistrello, località ora ribattezzata “Piangistrello”, si sono ripresi lo stesso spazi di libertà abitativa; come hanno reso in qualche modo abitabile, sopportabile, quel rigido plastico architettonico “di tendenza”. Si vede a occhio che “la gente” ha spertusiato (bucato, ndt) quelle facciate “sovietiche”, bulgare, (come le chiama il giovane sindaco, che gentilmente ci ha “informato sui fatti”, nonché del suo tentativo di mantenere «‘u carro pa’ scesa»); si dovrebbe entrare nei singoli appartamenti, studiare cos’è avvenuto “dentro”, capire “da dentro”, antropologicamente, il contro-uso (ed ab-uso) dei tori e teoresi di massa; come hanno dato cornate e “ciampate” all’interrogativa scatola d’abitazione “a sorpresa”. E’ una sorta di sangue ed arena dell’Architettura, sisma continuo. Grassi se lo prendono lo fanno Magri, scherziamo, scherzano, o no? E mo’? Moplen? Teorem? Che farem? Che faranno? Modesta proposta: evacuare le nuove Emergenze, sottolineare l’Emergenza del Monumento, ben colta dal progetto post/irpino, che a me non dispiace, nella sua astrattezza ed inattualità, nel suo essere necropoli, grande colombario (forse unico riuso compatibile). Fossi Grassi, ma non ho “la stazza” (né la stizza degli abitanti), riconoscerei umilmente che la “collettivizzazione forzata d’architettura” non ha funzionato, non è stata capita, non so, non è (e c’è) più tempo; forse gli abitanti non sono stati all’altezza degli architetti, non ne hanno colto il messaggio, né il massaggio del loro illustre compaesano Agostino Renna; si sono spersi nel Monumento, non si sono ritrovati nel minimo vitale, non si sono ritrovati nell’intimo e nell’intimità di Theorà, non ne hanno letto le “istruzioni per l’uso”, recitano a soggetto su quel canovaccio. E’ per questo motivo ho vissuto ogni modifica apportata, ogni finestra spostata dagli abitanti, come uno sfregio alla Gioconda, o l’aggiunta di un pizzetto a quella già “modificata” genialmente da Duchamp. Ma siamo diventati veramente tutti Giocondi? Tutti artisti? Per salvare il salvabile, per salvare quest’Architettura estrema e nobilmente patetica, bisogna svuotarla assolutamente dagli “ingrati” abitanti, dal primo fedele fino all’ultimo bambeniello di Teo(comp)rà; renderla puro spazio metafisico della memoria, assoluto Memento e Monumento al post/sisma, a ciò che l’Architettura – coi suoi strumenti disciplinari più rigorosi – ha cercato di fare, bello (o brutto) che sia, fate voi, ad ognuno il giudizio, se lo ha! Una prece su tutto ciò. Stop, alla prossima puntata del tour, a curiosare nella Bisaccia di Aldo Loris Rossi, ma con calma. Saluti, alla prossima da Venezia/Biennale, Eduardo Alamaro (Eldorado)
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