Cari amici della post/irpinia, vecchi lupi del Pan, dell’apPanno, e dell’apPannino campano, coraggio! Lo so, siete depressi: l’Arminio dell’Irpinia d’Oriente (non a sorpresa, per me che intuisco le cose dai piccioli segni, e vengo da lontano, da Napoli) s’è accasato. Ha fatto il gran passo. Ci comunica nel blog che entra nel “direttivo” provinciale pd. Che dirigeranno? Dove dirigeranno la provincia democratica irpina? Non si sa, io non lo so. Forse nessuno lo sa. Neanche i direttori, i “maestrini”. Voi lo sapete? E’ una direzione “a sorpresa”, ma non troppo. E’ interessante che prima si facciano (alla faccia!!) i dirigenti, poi si decida dove andare con “i diretti”. I direttissimi, i rapidi, gli eurostar. Probabilmente star-euro verso se stessi, ad alta-velocità verso le antiche cose e case Madri. Le antiche tasche( e le Tosche)! La scuola “democratica di fatto” irpina è maestra, antica e callaudata. O no? // Non sono pessimista, ma non mi piace fare aperture di credito così, senza tenere nulla in mano provvisoria. Il dubbio esaminatore mi accompagna ancora, fortunatamente, comunitariamente. Che vi devo dire? Questa scelta dell’Arminio, di Harmin il guerriero d’Oriente, credo che ponga una questione delicata, ai "Provvisori" tutti di questa comunità web. Io son vecchio della politica e dei movimenti della costa s-partenopea (dal verbo “spartere”, spartimmo, … e andarono, col malloppo). Dell’interno della Campania non so molto. Voi lupi d’Irpinia siete più pratici, ragguagliatemi, di grazia!!! So che a Napoli ne ho visti e partecipato “da dentro” a tanti. Dico ai movimenti, a tutti i venti e ai sacramenti (… e chillemmuorte!!!), sempre fottuti da partito di turno, e di torno. Siamo maestri, a Napoli, sin dal ’68, da studenti, studenti/operai, .. poi il colera, i disoccupati organizzati post/colera del ’74- 75, ve li ricordate? … e via via colle “giunte rosse”, con Valenzi sindaco (che ha scritto ora un libro, Pironti editore: “Confesso che mi son divertito”!, nda), .. poi le politiche del ’76, il sorpasso mancato, il cartello di estrema sinistra che assorbi e prosciugò i movimenti di allora, una catastrofe, (Mimmo Pinto, ve lo ricordate?)… la lotta continua … al Parlamento, sospensione provvisoria, …. lasciateci lavorare, non disturbate il manovratore, …. lasciatevi manovrare, non rompete il cazzen!!, .... sempre sedotti, inculati ed abbandonati, ecc… ecc… // Insomma, io mi son fatto l’idea (che qui scrivo succintamente, pecché Antonio ave raggione: questa forma di comunicazione web va per vie brevi e brillanti, sennò ci rompono le palle, che già son rotte per la lettura del manifesto di Harmin, …), mi son fatto l’idea, dicevo, che persistono i vecchi modi e moduli di far politica; che persiste la divaricazione strutturale tra movimenti e partiti; tra strutture direttive e società civile; tra rigidi e sciolti, magari anche al selz; vale a dire tra direttivi rigidi fuori tempo max e com-unità, com-unitari, com-unicati, scomunicati …., tutti Noi eretici post/politici diffusi, capillari; Panici dell’Irpinia e della costa; com-unicatori, com-unicauntori e poeti senza versi perduti; com-unistazzi con com-puter e senza più liste dirette (da altri); blognauti d’assalto al cielo, … diteli com-me cazzo ve pare. Anzi non lo dite, facciamola insieme, tutta un’altra storia, progetto a mano-mano libera, in rete, ma senza rete protettiva, dise-retata, senza preservativo di partito, a rischio, del doman non c’è certezza, menomale, per carità !!!!… … // Insomma, per concludere veramente: a me ‘sta storia di Arminio etero-direttivo dei Provvisori, non mi piace? Me puzza. Pè me fete!!! Puzza di bruciato (ma non c’è niente di personale, la mia è una critica “politica”, nel senso di apparente ed appartenente alla nostra Polis, alla Comunità, per metodologie comunitarie, per non comunicare a cose fatte, dico!!!). E penso, ma chiedo conforto ai blogaaamici, che la Comunità, se è veramente e strutturalmente Provvisoria, pienamente situazionevole (e non fatta di sfrattati mentali pensionistici per gite, pranzi e pranzotti), deve porsi l’interrogativo: cambia qualcosa con questa novità di Harmin-direttivo? Con questa scelta privata calata a sorpresa sui Provvisori? (che, per quanto mi riguarda, non sono degli Improvvisati, né dei lupetti di primo pelo).Tutto è come prima?, anzi, meglio di prima? Siamo Comunità o no? Vincoli o sparpagliati? Provvisori o diretti? // Solo un interrogativo e un bacio affettuoso ad Harmin, neo-babbo Natale d’Irpinia. // a presto, Eduardo Alamaro
21 dicembre 2007
note redazionali
AMICI e COMUNITARI vi invito tutti ad evitare di postare "commenti" ANONIMI; ne risente l'impostazione del Blog e si finisce con l'innescare un meccanismo calunnioso e autodistruttivo. FIRMATEVI o sceglietevi un alias in modo che i lettori riescano a tenere il filo del dibattito anche nei post e nei commenti successivi. ALIAS finora intravisti: NHAT, il GIARDINIERE, IRPINO. angelo
Alvaro Belardinelli ha postato l'articolo sulla scuola (4 cartelle) o è un copia e incolla di un comunitario? sarebbe utile, nel caso di copia e incolla di un comunitario, almeno una riflessione propria sull'articolo; si potrebbe postare la riflessione e caricare l'articolo nei commenti. Se nessuno risponde si può cancellare il post ? angelo
Lo dico con estrema franchezza: con questi lunghi articoli non firmati avete rotto ... Un articolo deve essere mezza pagina A4: per destare attenzione … altrimenti non lo legge nessuno. Ma lo volete capire o no che Internet ha una concezione del tempo diversa da quella barbosa degli anni 70? antonio
Proposta: nel caso di articoli o video di vostro interesse, che volete partecipare alla Comunità, postate solo il LINK. Grazie. angelo
POST BREVI e senza CORSIVI, senza NERETTI e FONT COMPLICATI, grazie
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tra paesologia e politica
Sono contento di entrare a far parte dell'esecutivo provinciale del PD. Più che a un partito, ancora tutto da costruire, ho risposto a una persona. Mi pare un bel gesto nei miei confronti, ma anche un gesto di apertura verso quella che di solito viene definita "società civile". Ciò che posso fare è lavorare senza riserve e pregiudizi, ma anche senza ansie di compiacimento. Non ho altro da dire, non ho intenzione di trasformarmi in una macchina oratoria: la vita pubblica è già tutta
costituita di voci effimere che ogni giorno si sparpagliano in aria.
Adesso mi pare opportuno comporre questo intervento utilizzando un testo "letterario" di qualche anno fa. Lo avevo intitolato "manifesto per la nuova politica".
La nuova politica nasce e muore ogni giorno, è fatta di incontri tra persone che si guardano negli occhi e che guardano i luoghi in cui vivono. / La nuova politica è il modo di mettere gli uomini a proprio agio nei loro luoghi e con le persone che ci vivono. Bisogna mettersi bene nel pezzetto di mondo in cui viviamo, respirare docilmente, obiettare serenamente. / La nuova politica è una casa che ci aspetta, è un parlare di grandezze e di inezie, ma senza arroganza, stendendo i
pensieri in modo che aderiscano davvero alle cose che si vogliono rappresentare. / La nuova politica è una sobria lietezza, mai pronunciata fino in fondo, ma fatta trapelare in ogni discorso. La lietezza di stare con gli altri senza piegarli con la nostra vanità, la lietezza di andare dietro il paesaggio, misurarne con calma le luci e le ombre. Non c'è bisogno di alcun giudizio preordinato. Le cose si riveleranno per quello che sono. A volte bastano due o tre persone che decidono di seguire la storia di una casa o di un ponte, di una piazza o di un anziano, la storia di un paese o di un albero. Il mondo non ha bisogno di essere rettificato e di esser posto su strade non sue. Questa è solo un'isteria, un'arroganza di chi si comporta con il mondo come un adulto verso un bambino. In realtà, il mondo è più grande di noi e più incomprensibile. Da qui parte bisogna partire, e il cammino non si definisce con grandi proclami e formule che devono andar bene per tutti. / La nuova politica ha bisogno di individui che camminano, che girano per i loro luoghi senza stancarsi. Esseri curiosi e ventilati. Esseri che non cercano di incollarti alle loro idee o di spingerti nei loro inferni. / La nuova politica è un ritrovarsi senza illusioni, ma finemente protesi a proteggere la luce e il calore di ogni essere. / La nuova politica è intrecciata alla vita di ognuno e ne costituisce un sostegno, una cornice. / La nuova politica non è una maschera, né una
protesi dell'esistenza civile, ma è un andare incontro agli altri, con le nostre paure, con il pochissimo che sappiamo e il molto che ignoriamo. Anche così si possono fare i sindaci e i governi, si possono togliere al mondo molte delle leggi che inutilmente gli abbiamo imposto, si possono intrecciare le leggi della convivenza e quelle della solitudine. / La nuova politica ci dice che dobbiamo aver cura di sporgerci fuori dalle nostre case e di guardare la vita da finestre più
alte. Più vicini al celeste e più capaci di vedere cosa c'è in basso. __ franco arminio
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la follia
L’incubo / sta scomparendo, / un tormento / assale la mia mente, / il mio cuore / è preda dell’angoscia. / Ancora per quanto / resisterà / la sottile barriera / tra l’essere ed il divenire / quando nel suo grembo / già si annida / il folle germe / di un mondo / per troppi diverso / ma per me anelato. Tancredi / 26.10.2007
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Natale in città
Devi aspettare la notte per trovare un tempo di silenzio. Un breve tempo, un soffio. Già all'alba i primi rumori lacerano la quiete, poi si avvia il vomito ininterrotto e continuo di auto, dalla periferia al centro, dalla Piazza ai Platani, in ogni strada, in ogni buco, in ogni zona, auto in fila, auto inquiete, auto che si affrontano, auto che si sfiorano, auto che si urtano, auto che aggrediscono, auto che si sfidano. Tra le enormi macerie dei cantieri una città pavida riavvia
un altro giorno di guerra collettiva, senza sosta. Qualcuno avrà dormito vestito, per correre primo al volante, qualcuno ha già pronto un arpione per agganciare, qualcuno ha montato nuove gomme antiuomo, nuovi paraurti, nuovi clacson per affrontare le ore che verranno. Nel
deserto di nuove piazze senza un albero, di tunnel senza senso, di superstrade che sfondano i parchi, di persone che vagano colme di inutili pacchi, di povertà nascoste senza diritto di cittadinanza, di brandelli di storia senza connettivo emotivo, senza ricordi, nella vendita al mercato di ogni memoria, di ogni dignità, è Natale, in città. __ franco festa
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20 dicembre 2007
Natale nel mondo
Natale 2007 / dedicata a tutti i bambini del mondo. Caro Gesù Bambino, ti ho sempre pensato e affidato i miei pensieri le mie preghiere i miei desideri, ti ringrazio di avermi protetto. Ma oggi voglio osare chiederti di più, so che sei buono e esaudisci ogni mia richiesta. Il giorno della tua nascita tutti al mondo ti pensano, si regalano ai bimbi sfarzosi regali. Ricordando la tua povertà il tuo sorriso, pensandoti e lodandoti con la canzone "tu scendi dalle stelle". Caro Gesù Bambino, dona pace e amore ai poveri, agli afflitti, ai bimbi bisognosi soli sulla terra. Quante cose vorrei, non è giusto, agli altri cosa darai. Mi accontento del tuo sorriso e dei tuoi bei occhi, salverai la terra, darai forza e sicurezza agli uomini di buona volontà. Grazie Gesù Bambino, io ho te, gli altri non hanno niente.
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Appello, ora la moratoria per l'aborto
Caro Antonio, desidero commentare, per gli amici comunitari, il pezzo di Giuliano Ferrara sull'aborto, apparso su "Il foglio" del 19/12/2007, e che tu mi hai gentilmente inviato. "Non so se userò l'arma del sarcasmo per demolire dal mio punto di vista le ragioni di Giuliano Ferrara sull'aborto. Certamente mi piacerebbe usare l'arma dell'indignazione. Perchè indignazione, che è espressione quanto mai forte nel ragionamento di un individuo con un altro individuo? Ma perchè usare il termine assassinio per gli aborti è cosa assolutamente violenta, falsa, ipocrita. Aggiungere poi una frase del tipo "il miliardo e più di aborti praticati da quando le legislazioni permettono la famosa interruzione volontaria della gravidanza", porta l'ipocrisia all'ennesima potenza. E' notorio invece che le legislazioni sull'aborto portano alla luce ciò che già avviene in modo nascosto, pericoloso per la salute della donna. Insomma un prendere atto di una realtà per porvi rimedio, non il contrario, cioè un incentivo a fare ciò che prima non avveniva. / Le leggi sull'aborto, insomma, non sono in nessuna parte del mondo incentivi ad abortire ma il contrario. Che poi la prevenzione dell'aborto, cioè l'uso delle precauzioni (preservativo, pillola e quant'altro) nella sessualità, non venga stimolato come si deve è un altro discorso. Ed è un discorso che bisognerebbe portare avanti con energia, mentre invece, soprattutto da parte delle organizzazioni antiabortiste, viene portata avanti una tesi oscurantista, banale, peccaminosa sulla sessualità. / Non mi convince poi, ovviamente, tutta la chiacchierata pedagogica sulle donne. / Mi fa sempre impressione una persona che discute di ciò che avviene nel corpo di un'altra persona senza chiedere il permesso all'interessata. Qui non sto parlando del diritto di ognuno di noi di pensarla sull'aborto come vuole, ma semplicemente del diritto della donna di coinvolgere sulla sua (sottolineo: sua) gravidanza chi vuole e solo se lo vuole. / L'equivoco di fondo nasce infatti dall'ignoranza delle cose. Il rapporto donna-nascituro è naturalmente e squisitamente un rapporto dittatoriale, principesco (uso parole forti, evidentemente, ma è quel che ci vuole). A nessuno è lecito intervenire, pena l'intromissione autoritaria dentro la vita più intima di una persona. Naturalmente le cose cambiano se a decidere l'intervento di altre persone è la donna stessa, ma è una sua benevolenza, la benevolenza appunto della principessa, agli altri non spetta nulla. E' questo che fa impazzire gli uomini di tutte le tendenze politiche e culturali e anche le donne stesse impaurite dalla scoperta del loro potere e della loro possibile autonomia e libertà. / Ovviamente tutto cambia con la nascita del bambino che comincia a diventare essere sociale a tutti gli effetti. Quì, è ovvio, il potere di una persona singola (la donna) è ridimensionato a favore del collettivo e della società. / In questa sede tralascio il discorso fondamentale sulla sessualità, lo faremo magari un'altra volta. Ma, è ovvio, che tutto o quasi dipende da lì. C'è un'ansia di controllare la sessualità, e soprattutto ovviamente quella femminile, per evidenti ragioni di potere maschile. Ne riparleremo. / In ultimo segnalo l'evidente manipolaziuone che mette in atto Ferrara a proposito della pena di morte e del parallelismo tra le due cose. / Non c'entrano nulla l'una con l'altra. E' una strumentalizzazione persino troppo scoperta. La pena di morte, che è cosa prima che disumana, vile e stupida (gli stati nazionali sono così forti in rapporto a qualsiasi delinquente, del resto già catturato e giudicato da un tribunale, che è totalmente ingiustificato dare la morte), è un argomento che non c'entra proprio nulla con l'aborto. Metterli insieme è solo manipolazione, cinismo e mancanza reale di argomenti". Con affetto, Michele Fumagallo
Appello, ora la moratoria per l'aborto, di Giuliano Ferrara - Il Foglio 19/12/2007
C'è anche una pena di morte, legale, che riguarda centinaia di milioni di esseri umani. Le buone coscienze che si rallegrano per il voto dell'Onu ora riflettano sulla strage eugenica, razzista e sessista degli innocenti.
Questo è un appello alle buone coscienze che gioiscono per la moratoria sulla pena di morte nel mondo, votata ieri all'Onu da 104 paesi. Rallegriamoci, e facciamo una moratoria per gli aborti. Infatti per ogni pena di morte comminata a un essere umano vivente ci sono mille, diecimila, centomila, milioni di aborti comminati a esseri umani viventi, concepiti nell'amore o nel piacere e poi destinati, in nome di una schizofrenica e grottesca ideologia della salute della Donna, che con la donna in carne e ossa e con la sua speranza di salute e di salvezza non ha niente a che vedere, alla mannaia dell'asportazione chirurgica o a quella del veleno farmacologico via pillola Ru486. Questi esseri umani ai quali procuriamo la morte legale hanno ciascuno la propria struttura cromosomica, unica e irripetibile. Spesso, e in questo caso non li chiamiamo "concepiti" ma "feti", hanno anche le fattezze e il volto, che sia o no a somiglianza di Dio lo lasciamo decidere alla coscienza individuale, di una persona. Qualche volta, è accaduto di recente a Firenze, queste persone vengono abortite vive, non ce la fanno nonostante ogni loro sforzo, soccombono dopo un regolare battesimo e vengono seppellite nel silenzio. La pena di morte per la cui virtuale moratoria ci si rallegra oggi è di due tipi: conseguente a un giusto processo o a sentenze di giustizia tribale, compresa la sharia. Sono due cose diverse, ovviamente. Ma la nostra buona coscienza ci induce a complimentarci con noi stessi perché non facciamo differenze, e condanniamo in linea di principio la soppressione legale di un essere umano senza guardare ai suoi motivi, che in qualche caso, in molti casi, sono l'aver inflitto la morte ad altri. Bene, anzi male. Il miliardo e più di aborti praticati da quando le legislazioni permettono la famosa interruzione volontaria della gravidanza riguarda persone legalmente innocenti, create e distrutte dal mero potere del desiderio, desiderio di aver figli e di amare e desiderio di non averli e di odiarsi fino al punto di amputarsi dell'amore. E' lo scandalo supremo del nostro tempo, è una ferita catastrofica che lacera nel profondo le fibre e il possibile incanto della società moderna. E' oltre tutto, in molte parti del mondo in cui l'aborto è selettivo per sesso, e diventa selettivo per profilo genetico, un capolavoro ideologico di razzismo in marcia con la forza dell'eugenetica. Rallegriamoci dunque, in alto i cuori, e dopo aver promosso la Piccola Moratoria promuoviamo la Grande Moratoria della strage degli innocenti. Si accettano irrisioni, perché le buone coscienze sanno usare l'arma del sarcasmo meglio delle cattive, ma anche adesioni a un appello che parla da solo, illuministicamente, con l'evidenza assoluta e veritativa dei fatti di esperienza e di ragione.
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19 dicembre 2007
per Antonio Romano e i bloggers
Per Antonio Romano e i bloggers / Grazie per la costanza dell' invio blog in formato personalizzato / Sono in ritardo di qualche giorno nel rispondere:ho provato a cominciare con il tema neve , ho perso l' invio ed eccomi qua, al primo tempo libero.
Ne scrivo anche per dirti e per dirvi che rifuggo dal leggere gli ideologismi e le frasi che li contengono del tipo"condividiamo una ideologia"..al massimo condivido con voi una esperienza : quella di scegliere di leggervi oppure di non leggervi, quando le parole abbondano e si avvolgono in tortuosi compiacimenti . In tal caso decido per la lettura breve : una linea su quattro / cinque. Quanto a HERA-KlèS Campania, preparariamo solamente eventi post-natalizi : si tratterà di pubbliche letture e relativa discussione su temi a noi cari per fine gennaio/max inizio febbraio. Per ora permettetemi una pausa creativa e quasi riposante.
Buona neve e a presto conoscervi o re-incontrarvi. Teresa C. per HERA-KlèS, aps Fi +Andretta
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esperimento
caro provvisori d'irpinia
ho deciso di accettare l'invito a far parte dell'esecutivo provinciale del pd. mi pare un esperimento che a questo punto vada fatto. non aderisco a un progetto di altri, continuo semplicemente il mio lavoro paesologico affacciandomi a un'altra finestra. la gente che sta nei
partiti mi interessa come i lampioni, come i vecchi sulle panchine, come i cani che attraversano la strada. qualunque sia il luogo che ci capita di visitare, l'importante è sapere che ormai tutto è frontiera, margine lacerato. non ci sono case dove trovare riparo, i nostri sono passi provvisori e solitari. io sto qui e altrove e se non sono qui non starò neppure altrove. ___ f.a
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linguaggio, strumento di comunicazione
Alla luce di quanto continuo a leggere giornalmente sul Blog, chiedo, come comunitario aperto alle diversità culturali, maggiore attenzione nel proporre Post di significativa importanza, e l'uso di un linguaggio più diretto, semplice ed essenziale. Senza nulla togliere al valore intellettuale di chi scrive sul Blog, sono serio, questa volta non polemico, apprezzo questo fiorire di "creativi culturali" , che si dilettano a proporre di volta in volta poesie, racconti, saggi letterari e filosofici, ma il rischio è quello di creare una enclave di dotti acculturati, allontanando tanta brava gente semplice, ma ricca di altri valori, che desiderano comunque far parte di questa comunità. Dobbiamo essere capaci con un linguaggio più semplice, di trasferire a tutti le ragioni ed i valori che si appresta a ricercare questa comunità, i valori della comunicazione. __ Il linguaggio come strumento di comunicazione, ed il Blog come luogo in cui esercitarlo, deve servire per scambiare idee e condividere progetti che possono tradursi in comportamenti concreti, di analisi e mobilitazione a favore dell'ambiente ed ad una riflessione sulla multiculturalità. Il blog come i forum devono come le associazioni essere capaci di trasmettere segnali forti, che difficilmente possono essere ignorati. Il Blog deve essere anche un luogo dove trasferire esperienze, informazioni, capaci di far riflettere, un luogo dove far confluire non solo parole ma anche idee, che possono o meno essere condivise ma che devono contenere un senso forte di giustizia, di equità. Il nostro pensiero deve essere l'espressione di una visione, la più articolata possibile ed aperta sul nostro tempo. Dobbiamo essere capaci di poter trasmettere la volontà di ricercare nuovi stili di vita, capaci di darci miglioramenti sociali ed ambientali. ___ E' mia intenzione di proporre a tutti i comunitari per un prossimo futuro, in uno spazio ritagliato, negli incontri periodici, un dibattito approfondito su tutti gli strumenti della comunicazione. ___ Se non ci sarà lo spazio per incontrarci prima, colgo l'occasione per porgere il mio più cordiale augurio di Buone Feste a tutti, compreso il giardiniere che ancora non mi fatto recapitare la Stella di Natale. Un augurio particolare ad Angelo per il meritato riconoscimento avuto. ___ Tonino Lapenna
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